Digital Asset Management
ovvero elaborare e gestire formati RAW su architetture linux.
Inizia da oggi una serie di articoli per cercare di capirci qualcosa del mondo della fotografia digitale traslato in linux. Chi scrive è un neofita di questo OS che per riuscire di uscire dal tunnel del software ‘non free’ sta cercando soluzioni alternative nel magnifico e cioccolatoso mondo dell’umanità agli altri.
Sfortunatamente solo ora linux sta iniziando a produrre software per gestire immagini degni di questo nome, poiché il buon vecchio gimp da solo non basta proprio più!
Quindi è meglio valutare lo state of art dei software presenti in rete per poter capire se davvero vale la pena di abbandonare windows o mac per questi nuovi OS e, soprattutto, in che direzione bisognerebbe muoversi per dare finalmente un’alternativa a noi fotografi.
A. Innanzitutto chiariamoci: cos’è il digital assets management (DAM)?
Per quelli di voi più eroici, vi rimando qui per la versione lunga di tutta questa storia. A tutti gli altri, basti sapere che il DAM non è altro che un sistema logico per scaricare, immagazzinare, salvare, catalogare e raggruppare una serie di files con delle caratteristiche peculiari, nella fattispecie tratteremo delle nostre beneamate fotografie.
B. Perché abbiamo bisogno di un DAM?
Con l’avvento delle nuove tecnologie digitali, la fotografia è diventata di facile commercializzazione ed utilizzo. Tramite le macchinette compatte che tutti i nostri amici e parenti ormai possiedono è possibile ottenere centinaia di fotografie che generano altrettante centinaia di mb di dati che necessitano di essere catalogati e archiviati per evitare che vadano persi.
Con le pellicole e le diapositive il discorso era semplice: bastava comprare una decina di raccoglitori con le buste trasparenti e tad-ta! ecco pronto il catalogo di foto con tanto di didascalie.
Non ci piace più? strappi le etichette di carta e si poteva ricominciare all’infinito!
Quante ore si perdono per cercare le fotografie giuste quando le stiamo cercando? DSC_4824 CRW32542 XYZ548393 3902302… Senza contare che un semplice file JPG contiene un mucchio di informazioni importanti (lunghezza focale, apertura, tempo di scatto, modo colore) che tornano utili quando si fa della fotografia il proprio mestiere!
Un workflow corretto che parte dal download delle immagini dalla scheda di memoria ed arriva al backup finale permette una ottimizzazione del lavoro per il professionista ma anche per l’appassionato.
C. “Bravo fino a qui hai detto delle belle cose, ma non ho capito una mazza di cosa intendi!”
Per evitare di cadere nell’errore di molti, con questo diagramma (che consiglio di appendere in camera e ripassare un paio di volte al giorno
) riassumo cos’è un DAM e cosa comporta a livello mentale.
In sostanza cercherò di sviluppare i vari aspetti della gestione degli archivi fotografici in ambiente Linux!

novembre 7th, 2006 at 00:52
Benfatto doc! benvenuto a bordo….ottimo inizio!
giugno 10th, 2007 at 21:09
[...] Qual è il problema che tutti i fotografi (quelli ossessivo-compulsivi come me) hanno? il backup e l’organizzazione del proprio database di immagini. [...]
novembre 28th, 2007 at 11:58
[...] cose piazza il proprio software al primo posto della classifica dei software fotografici per il DAM maggiormente preferiti tra i professionisti. Confidiamo in ulteriori sviluppi a breve [...]
luglio 11th, 2008 at 15:03
[...] cose piazza il proprio software al primo posto della classifica dei software fotografici per il DAM maggiormente preferiti tra i professionisti. Confidiamo in ulteriori sviluppi a breve [...]
gennaio 28th, 2010 at 09:31
[...] di backup nel 2010 gen.28, 2010 in Informatica generale inserito da drMauro Parlavamo, ormai qualche anno fa, di come risulti essere imperativo una strategia di backup robusta per i propri dati, soprattutto [...]