L’impero SIAE contro noi musicisti dilettanti
L’articolo che segue è stato redatto dal nostro nuovo acquisto neoLaureato che chiameremo “il Bobo” : tratterà di questioni legali inerenti alla musica e all’informatica, se avete domande postate pure.
Il diritto d’autore consiste in una serie esclusiva di diritti di utilizzazione economica dell’opera e di diritti morali a tutela della personalità dell’autore.
Tutti questi diritti nascono automaticamente con la creazione dell’opera e il titolare, ovviamente, sarà il creatore dell’opera stessa.
È, tuttavia, da ricordare che questi diritti non sono eterni, ma durano fino a 70 anni dalla morte dell’autore. E se gli autori sono più di uno? Semplice, il termine decorrerza dalla data di morte dell’ultimo coautore rimasto.
Scaduti i termini in questione, l’opera cade in pubblico dominio; pertanto, sarà utilizzabile liberamente, senza autorizzazione e senza dover corrispondere compensi per il diritto d’autore. Se non volete pagare i diritti d’autore, quindi, basta che organizziate un concerto con i brani di autori che siano deceduti prima del 1936.
Ma in tutto questo la SIAE che ruolo ha?
Beh, il suo compito è quello di concedere le autorizzazioni per l’utilizzo delle opere protette, di riscuotere i compensi per il diritto d’autore e di ripartirne i proventi che ne derivano.
Pertanto, per ogni esecuzione pubblica dovrà essere pagato un compenso alla SIAE. E ciò dovrà essere fatto indipendentemente dal fatto che lo spettacolo venga effettuato dietro il pagamento da parte del pubblico o gratuitamente.Solamente le pubbliche esecuzioni che avvengano nell’ambito della famiglia, del convitto, della scuola, se non sono a scopo di lucro, sono considerate effettuate privatamente. Attenzione, però, a non cadere in errore. Ad esempio, se state per sposarvi e volete ascoltare della musica (dal vivo o da cd) durante il pranzo al ristorante, dovrete pagare la SIAE perché l’esecuzione avviene in un luogo pubblico.
I concerti, i festival e le rassegne musicali rientrano nella categoria degli “spettacoliâ€, cioè delle esecuzioni in cui il pubblico ha un ruolo passivo e la musica è elemento protagonista dell’evento. In questi casi la tariffa applicabile al diritto d’autore è, in genere, del 10% sugli introiti conseguiti dall’organizzatore dello spettacolo, inclusi gli eventuali proventi dalla pubblicità , dagli sponsor e dalle contribuzioni, se collegati all’evento.
Allora se l’evento è gratuito la SIAE non si paga?
Magari, nel caso in cui non ci siano introiti vengono applicati compensi minimi in cifra fissa, a seconda della capienza del luogo dello spettacolo o dell’affluenza del pubblico. Anche se la manifestazione fosse a scopo benefico bisognerebbe pagare la SIAE poiché il diritto d’autore è un diritto privato e costituisce il compenso dovuto all’autore per l’utilizzazione della sua opera. La beneficenza è un atto di liberalità e, proprio per questo, non può essere un obbligo a carico degli autori delle opere dell’ingegno.
L’obbligo di contattare la SIAE spetterà all’organizzatore dell’evento o al proprietario del locale, i quali dovranno rivolgersi preventivamente alla struttura SIAE competente per il territorio per ottenere il “permesso spettacoli e intrattenimentiâ€.
Le tariffe applicate sono concordate periodicamente con le Associazioni di Categoria degli utenti rappresentative a livello nazionale e approvate dagli Organi Sociali della SIAE .
il Bobo

novembre 22nd, 2006 at 16:37
Beh..che dire..purtroppo non c’è via di scampo..
specie per suonare nei locali..se non hai i pezzi registrati ti segano!
certo che è una bella grana per chi non lavora….
ma soprattutto per chi non scrive musica…
inteso come “partiture”…è sempre meglio buttar giù il pezzo
su pentagramma e registrarlo…
Io invece parlerei dei prezzi delle sale di registrazione semiprofessionali……
che aimè, quando registri batteria e basso perdi i milioni..
è pur vero che quella dove mi servo, per 80 EURO l’ora ti offre:
rispresa singola di ogni strumento..vale a dire che
la registrazione avviene sia in digitale che in analogico…
poi si può scegliere (o mixare) tra le due traccie….
la batteria si riprende con microfoni posti singolarmente
su ogni componente, in camere di misura variabile,
in modo da soddisfare i gusti del batterista in fatto di reverbero..
il mixaggio è molto buono e i suoni sono ottimi..
ma DIAVOLO…80euro l’ora te li fanno soffrire durante
la rispresa di batteria e basso…e RIPETO, parliamo di registrazione
SEMI-professionale….roba eseguita bene, ma comunque con
programmi molto semplici, tipo il Cubase o il Cakewalk….
non oso immaginare uno studio col protools e le sale in materiali
meravigliosi quale legno,pietra,tappeti,ecc…quanto ti viene a costare!
Quanto costa suonare…dio quanto costa……sigh!
novembre 22nd, 2006 at 16:37
Mitticccco Bobo!
E che la SIAE vada morte!
novembre 22nd, 2006 at 16:43
Il fatto di pagare se si suona gratis è inconcepibile: IO suono per divertimento in primis… va bene non guadagnarci ma neanche perderci per diamine!! Che facciano una distinzione per noi dilettanti…. Stanno ammazzando la musica e non se ne accorgono ( o forse si
)
novembre 22nd, 2006 at 19:03
Lo scopo è proprio quello di attingere dal pozzo fino a che si può…
Quando il pozzo sarà esaurito troveranno qualche altra cosa…
novembre 22nd, 2006 at 19:25
BELLA POLITICA!
novembre 22nd, 2006 at 20:58
E’ una cosa vergognosa!!!!
I diritti alla SIAE vanno pagati OVUNQUE venga in qualche modo riprodotta musica (alberghi,ristoranti,autogrill….). Il brutto di tutto ciò è che gli introiti di tutto questo giro vanno sempre a chi i soldi ce li ha già e non di certo al gruppetto emergente locale.
novembre 22nd, 2006 at 21:04
quoto Fennec! che mondo di Mxxda….se suono una canzone al bar dovrei pagare i diritti….scandaloso! da ora in poi suonerò solo canzoni prima del 1936 così non pago nulla confermi Bobo?
novembre 22nd, 2006 at 21:28
e adesso direi che il bobo potrebbe spiegare a quei pochi che non lo sanno, qual è la seconda inc….ta di questi signori: l’ENPALS, carrozzone abortito anni fa, tornato in auge per lucrare doppiamente quando degli sfigati come noi vanno a suonare in giro…
novembre 23rd, 2006 at 10:06
poverini…
http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=4886
beh, fa male pagare di tasca propria eh!
novembre 23rd, 2006 at 12:00
che scandalo!!
novembre 24th, 2006 at 13:00
Confermo. E poi, secondo me, un repertorio anni venti spaccherebbe di brutto….
novembre 24th, 2006 at 13:03
facciamo anke anni 30
novembre 24th, 2006 at 22:58
Siamo sicuri che i brani antecedenti il ‘36 non siano soggetti a tassazione SIAE??? A me non risulta….
Volete fare due risate (così per dire…)?
Leggete questo:
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90082,00.html
io mi sono visto il documetario video …. mi verrebbe voglia di …òò@°°é@°*éé .. vabbè lasciamo perdere ….
novembre 24th, 2006 at 23:00
Questa è da ridere
http://www.anti-phishing.it/news/articoli/news.04092006.php
PS. sopra ero io….
novembre 25th, 2006 at 02:22
NON CI CREDO davvero è successo??
c’è da piangere…..
novembre 25th, 2006 at 13:31
Ma gli ispettori SIAE non hanno un cuore?
novembre 25th, 2006 at 13:32
I 70 anni decorrono dalla morte dell’autore. Non si deve fare alcun riferimento alla canzone. Pertanto, se due canzoni sono state composte nel 1920 e l’autore della prima è morto nel 1921, mentre quello della seconda nel 1940, i diritti si dovranno pagare solamente per la seconda perchè il termine dei 70 anni non è ancora scaduto. La legge a riguardo (l. n. 633/41) è abbastanza confusa, considerando che prende in considerazione casi differenti (il tipo di opera; se la prima pubblicazione avviene prima o dopo la morte dell’autore), ma se si fa riferimento all’art. 26, comma 1, si può notare come il momento da prendere in considerazione sia la data di morte dell’autore o la data di morte dell’ultimo coautore.
novembre 26th, 2006 at 00:12
come si spiega in tutto questo il fatto che i biglietti gratuiti riportano sempre un presso irrisorio tipo 0,05€?
è una gabola per non pagare la siae i compensi minimi?
novembre 26th, 2006 at 20:04
poveri bimbi bielorussi…beh ma è in perfetto stile italiano…si colpiscono i cittadini perché è più facile!se ho capito bene, se oggi suono una canzone di un artista X, i soldi dei proventi andranno ad Y,Z,W e a decrescere anche a X. Praticamente regala i soldi al primo della lista… è così bobo?
novembre 26th, 2006 at 23:35
Se una manifestazione è completamente gratuita, normalmente non vengono distribuiti biglietti.
Sicuramente questo potrebbero essere un espediente per pagare meno diritti.
novembre 27th, 2006 at 14:47
IMHO la siae è un po’ come una associazione a delinquere.
ottobre 31st, 2008 at 10:37
Ma perchè rimanrere con la siae, quando ci sono altre società molto più efficienti?
Per esempio a Londra, oppure la http://www.suisa.ch.it sono società noprofit,
e non pagano tasse sui diritte degli autori.
Al contrario (leggete i bilanci) la siae incassa 650milioni di euro,
e dopo aver pagato iRAP, stipendi da casta, multe varie (coi nostri soldi)
alla fine restituisce poco meno del 25%!!!
Perchè mantenere questa gente?