ENPALS: a chi conviene?
L’ente nazionale di previdenza ed assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS) è un ente pubblico non economico sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, soggetto al controllo della Corte dei Conti. Il suo compito è quello di riscuotere i contributi previdenziali dei propri iscritti e di erogare la pensione di vecchiaia, l’assegno privilegiato o la pensione privilegiata di inabilità, l’assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità, la pensione di invalidità specifica, la pensione ai superstiti, la pensione di vecchiaia anticipata ai ballerini, la pensione di anzianità, la pensione di vecchiaia anticipata per gli sportivi professionisti.
La funzione di questo ente è sicuramente molto importate per chi ha deciso di svolgere, durante la propria vita, esclusivamente attività artistiche. Ma non va dimenticato che in tutta Italia esiste una schiera di dilettanti che, ad esempio, suona in qualche band, percependo il solo rimborso delle spese o, a volte, neppure quello.
Anche per costoro esiste un obbligo di retribuzione?
L’obbligo contributivo vige esclusivamente per i soggetti indicati dall’art. 3 del D.L.C.P.S. n. 708 del 1947. Però, per alcuni di essi (quali gli attori, i cantanti, i concertisti, i registi, i direttori d’orchestra, i ballerini, nonché alcune categorie non facenti parte del settore artistico come i tecnici di montaggio e del suono, dello sviluppo e stampa, degli operatori di ripresa, dei doppiatori) l’appartenenza alla categoria vale di per sé ad integrare l’obbligo assicurativo presso l’ENPALS, perché lo svolgimento delle relative funzioni è volto immancabilmente a realizzare un prodotto di carattere artistico. Da ciò deriva che il presupposto dell’obbligo contributivo è la configurabilità della prestazione come caratteristica di una attività di spettacolo. Per questi soggetti, l’assicurazione all’ENPALS vige anche quando l’attività svolta per la creazione di un prodotto, di carattere artistico o ricreativo, venga espletata in assenza di pubblico dal vivo e si concretizzi nella realizzazione di un supporto registrato o riprodotto, destinato alla commercializzazione.
I casi in cui non vi è l’obbligo contributivo sono quelli legati allo svolgimento di manifestazioni da parte di formazioni dilettantistiche o amatoriali che si esibiscono in pubblico senza alcuna forma di retribuzione, neppure sotto forma di rimborso spese forfetario. La manifestazione artistica deve essere svolta a titolo gratuito, ovvero non devono esservi incassi da presenza di pubblico pagante, né compensi diretti erogati a corrispettivo dell’allestimento della manifestazione stessa.
L’esclusione dall’obbligo contributivo, nonché l’esclusione dall’obbligo di richiedere ed esibire il certificato di agibilità, opera anche con riferimento ai saggi di danza o saggi di altre arti, effettuati da bambini (e ci mancherebbe, poveri bimbi) e giovani frequentanti corsi didattici, oppure con riferimento a manifestazioni organizzate a fini socio-educativi da oratori (almeno gli oratori sono salvi), associazioni con riconoscimento ecclesiale o comunque da associazioni religiose riconosciute dalle confessioni con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, nonché da associazioni di volontariato, da associazioni di promozione sociale… (ATTENZIONE!) purché non si riscontri una vera e propria attività di spettacolo.
Ma come si fa ad ottenere la pensione?
Beh, qui iniziano i problemi. Per ottenere la pensione, infatti, il musicista deve raggiungere le 20 annualità di versamento, ciascuna formata da 120 giornate di lavoro. Ragioniamo: se per un professore d’orchestra questa quota è facilmente raggiungibile, mi dite come fa il chitarrista Pinco Pallo, della Pincopallino band, a raggiungere i 2400 concerti nella sua carriera?
Infine bisogna ricordare, per chi fosse interessato, che l’aliquota contributiva dell’ENPALS è particolarmente pesante. Infatti, nella maggior parte dei casi è pari del 32,7%.
Le eventuali iscrizioni devono essere presentate presso la sede ENPALS territorialmente competente o presso le strutture territoriali della SIAE.
Il Bobo.

dicembre 4th, 2006 at 15:44
L’ennesima associazione a delinquere…
dicembre 4th, 2006 at 16:07
Vivere da musicista in Italia è veramente difficile…i cervelli sono già fuggiti…ed i musicisti con un cervello tra poco li seguiranno!!!
La cosa che mi girare le balle è che non dovremmo essere noi ad andarcene ma dovremmo cacciare a pedate…lasciamo perdere…anzi facciamo qualcosa per cacciarli…ma cosa!!??
dicembre 4th, 2006 at 18:46
Non amo parlare di politica e non è assolutamente mia intenzione innescare una discussione politica, ma mi “scappa” una considerazione (che spero sia l’ultima): ma i legislatori che si vantano di rappresentare ogni espressione di cultura in Italia, hanno mai fatto qualcosa per risolvere questo scandaloso problema? Stanno facendo o faranno mai qualcosa a tal proposito?
Lo sapete che in altri paesi (anche europei) quella del musicista è considerata una categoria lavorativa con tanto di rappresentanti, previdenza ecc.?
Se penso che in Francia Jimi Hendrix è materia d’esame di stato……
dicembre 4th, 2006 at 19:37
anche qui…SIAE è la tua rappresentanza, ENPALS è la tua previdenza…tutto in buone mani quindi!
dicembre 4th, 2006 at 20:42
Provate a chiedere ad un “professore” delle medie chi è Jimi Hendrix?…
La musica in Italia è messa veramente male…ma non per tutti…qualcuno ci guadagna e ci ha guadagnato anche bene!!
dicembre 4th, 2006 at 20:59
purtroppo qui in italia siamo proprio indietro….
gennaio 19th, 2007 at 10:52
[...] SEMBRA che qlc si muova e che il governo abbia deciso di darsi una mossa e abolire l’enpals per noi musicisti dilettanti.(che abbiano letto il nostro articolo ) Vi riporto la notizia così come mi è giunta via mail (grazie Davide). [...]
luglio 17th, 2007 at 17:01
Purtroppo nonostante sia in vigore l’art.1 coma 188 della Finanziaria 2007 i funzionari che accertano la regolarità delle esibizioni musicali non tengono conto dl dsposto legislativo e minacciano pesanti sanzioni agli enti organizzatori di manifestazioni popolari e folcloristiche, di conseguenza questi ultimi esigono l’agibilità anche da chi ne è esente, come si potrà denunciare questo abuso ? ?
luglio 18th, 2007 at 00:00
hai ragione mauro…qui in italia pur di mangiarci sopra si fa di tutto…