Non avete mai pensato che il nome di dominio, oltre ad indicare un indirizzo internet, presenta anche un’importante valenza dal punto di vista del diritto al nome e dei diritti sulla persona? Per capire quanto sia importante non sottovalutare questo aspetto, vi racconterò una storiella.
C’era una volta il signor L. Armani che, per pubblicizzare il proprio timbrificio di Bergamo, decise di mettere in piedi un sito internet, ovvero www.armani.it. Come è logico aspettarsi, in pochissimo tempo, a causa anche dei numerosi errori, questo sito registrò un numero spropositato di visite (considerando il tipo di attività).
Ah, dimenticavo, se non vi foste ancora accorti, vi ricordo che il signor L. è omonimo del ben più famoso stilista Giorgio, che nella nostra storia assumerà le vesti dell’uomo (in) nero. Infatti, una volta accortosi di questa situazione, l’uomo (in) nero decise di citare in giudizio il povero L.
Ma la domanda è: chi ha vinto? Beh, come in ogni storia che si rispetti, anche qui, il male… è riuscito a sconfiggere il bene. Infatti, come sua difesa L. aveva evidenziato il proprio diritto al nome, che gli permetteva di poter utilizzare quel dominio. Insomma, dopo tutto L. di cognome fa Armani! Ma ciò che ha portato il giudice a pronunciarsi a favore di Giorgio è stato il fatto che quest’ultimo (vecchio volpone…) poteva vantare il fatto che il suo nome era (ed è) anche un marchio registrato. Proprio questo motivo ha costretto L. a dover cambiare nome di dominio.
La morale di questa favola è quella di ricordarvi, se siete omonimi di personaggi famosi, di pensarci bene prima di scegliere l’indirizzo del vostro sito internet. Non sia mai che magari, un giorno, i signori Dolce e Gabbana o compagnia bella si alzino con la luna di traverso e decidano di farvi causa.
IlBobo.