Drobo – il robot dello storage
Qual è il problema che tutti i fotografi (quelli ossessivo-compulsivi come me) hanno? il backup e l'organizzazione del proprio database di immagini.
Chi non ha mai provato l'ebbrezza di rimanere alzato fino alle 4 o alle 5 del mattino per recuperare le proprie foto intrappolate in un cesso di hd (non facciamo nomi prima di essere querelati), che vi ha abbandonato proprio in quel giorno? Cappero proprio quando avevate deciso di backuppare nel weekend tutte le vostre foto "per sicurezza"!! Suvvia, non siate ingenui… per poter avere l'hobby bisogna avere i "daneé"… Comunque per tutti noi, sfigati della comunicazione digitale, archetipi del povero informatico, bramanti dei server IBM per tenere tutte le 15000 foto del mare, è arrivata la soluzione! (e speriamo scenda di prezzo!). Il suo nome è Drobo, è un cubo nero che accoglie al proprio interno fino ad un massimo di quattro hard-disk di qualunque dimensione, anche diversi l'uno dall'altro. Drobo permette di mantenere al sicuro tutto il materiale fotografico che vogliamo, semplicemente inserendo due o più HD negli appositi slot e basta! in automatico verranno effettuate copie su tutti i supporti, in modo tale che nel caso un hard-disk abbia malfunzionamenti o crash, gli altri sopperiscano evitando la perdita dei dati. Questa periferica si basa su un sistema diverso da RAID, ci tengono a precisare gli sviluppatori: si tratta di una tecnologia brevettata di virtualizzazione, assolutamente automatica, per cui l'utente non dovrà mai (speriamo) preoccuparsi. Il tutto è gestito da un applicativo software che ne permette anche la configurazione. La configurazione è molto semplice: si installa il software di controllo (disponibile per windows e mac), si inseriscono gli hd che preferiamo (di tipo SATA I e II 3.5") formattati NTFS o HFS+ e siamo pronti. Una parte del totale dello spazio disponibile su tutti le unità verrà utilizzato per salvaguardare i dati; per sapere quanti mb o gb vi rimarranno in base alla capacità degli hard disk che possedete, il loro sito vi permette di calcolarlo! Avete finito lo spazio su un hard disk? il led dello slot diventerà arancione e potrete, a macchina accesa (!), staccare l'hard disk, sostituirlo con uno di maggiore capacità ed automaticamente tutti i dati saranno ridondati anche su quest'ultimo! Di sicuro è un prodotto rivoluzionario, soprattutto per chi, come me, non mastica nulla di server e robe simili, speriamo sbarchi anche in Italia, soprattutto ad un prezzo accettabile! produttore: Data Robotics sito: www.drobo.com prezzo: $ 500 non ancora disponibile in Italia!

giugno 10th, 2007 at 21:24
utile è utile se solo scendesse il prezzo….
giugno 10th, 2007 at 23:14
Chi ha un computer fa prima a farsi un RAID5 Hot-Swap. Spende sicuramente meno e fa le stesse cose…
giugno 11th, 2007 at 20:41
azz e qui si vede la mia grande ignoranza!cos’è?
giugno 11th, 2007 at 22:25
io tengo l’archivio su di un RAID 0 che gira veloce e i Backup alla bisogna su dischi esterni normalmente spenti (credo che due dischi che fan la stessa vita hanno le stesse probabilità di sfasciarsi).
giugno 11th, 2007 at 23:53
come hai messo in piedi il sistema RAID? sciamano, cecco, fate un bell’articolo su come produrre con poco un sistema backup efficace!
giugno 12th, 2007 at 09:03
Ma non c’è mica bisogno di un articolo… basta una controller RAID e dei dischi…
giugno 12th, 2007 at 14:05
eeeh ma qui c’è gente come me che non sa neppure da che parte si parte
giugno 12th, 2007 at 15:39
non capisco, l’articolo è taggato “Fotografia Linux” ma ‘sto coso (mostruosamente costoso peraltro, $500 + IVA) funziona solo su Win con dischi NTFS o su Mac con dischi HFS…
Qui di Linux manco l’ombra.
Personalmente ho risolto (6 mesi fa) con:
1 x scheda 4 canali SATA su PCI, chipset SiliconImage 3114: EUR 20,00
2 x HD Seagate SATA2 250GB: EUR 65,00 x 2 = 130,00
1 x PC realizzato con pezzi di recupero: EUR 0,00
spesa totale EUR 150,00
- sistema operativo Linux Debian Sarge
- dischi configurati in RAID1 software, ovvero gestito dal kernel
- sotto UPS condiviso con il PC principale
- amministrato via terminale ssh
- dati montati con NFS via LAN
- backup fatti con rsync tramite script bash
Un minimo di sforzo con un minimo di spesa.
Resta inteso che il RAID di per sé serve a poco o nulla se non si tengono anche backup su PIU’ unità esterne, coservate in luogo fresco e asciutto, ben lontane dalla rete elettrica, dai capricci di un PC, dai bug dei vari software, dai periodici errori dell’utente, ecc…
giugno 12th, 2007 at 18:13
[...] al balzo la palla lanciata da DrMauro richiedendo che cosa sia il RAID e cercherò di spiegare che cosa sia e come [...]
giugno 12th, 2007 at 19:10
Lyuk da notizie di corridoio, sembra che potrebbe essere a breve supportato anche linux. Ovviamente si trovano sistemi migliori a costo inferiore, se li sai approntare… scusa se non tutti hanno queste capacità
… questo articolo serve a mostrare la novità e la particolarità della cosa, tant'è che ho messo in luce il costo stratosferico! se ti avanza un sistema del genere, contattami in pvt che ti mando l'indirizzo di casa per recapitarmelo
grazie del feedback!
AGGIUNTA: tra l'altro ora m'è venuta voglia di informarmi su tutta questa storia del RAID, chissà che entro la fine dell'estate non riesca a dotarti di un sistema un po' più sicuro…
giugno 13th, 2007 at 17:47
Certo, mi rendo conto che realizzare un piccolo NAS casalingo potrebbe non essere alla portata dell’utente medio, o comunque di colui che non ha voglia di investirci del tempo.
Comunque volendo ci sarebbe anche questo prodotto:
ReadyNAS NV+
http://www.infrant.com/products/products_details.php?name=ReadyNAS%20NVPlus
carino, ma anche questo spaventosamente costoso….