Conviene scattare immagini in RAW?

Iniziamo con le definizioni:

cos’è un file RAW?

Non è altro che un formato di file creato dai diversi brand, che contiene solamente l’immagine grezza catturata dal sensore, senza modifiche da parte del software della fotocamera, ovvero alterazioni di tonalità, bilanciamento dei bianchi (WB), nitidezza e, non da ultimo, di compressione JPG.

1 – Facciamo un po’ di chiarezza…Le fotocamere digitali usano un sensore costituito da una matrice di pixels (picture elements) disposti secondo una specifica matrice. Quando si apre la tendina dell’otturatore della vostra DSLR, i “fotositi” che formano i pixels captano i fotoni. Una volta terminata l’esposizione, questi vengono chiusi ed i fotoni “intrappolati” vengono divisi in base all’intensità luminosa. Ma questi fotositi sono incapaci di distinguere il colore. E’ quindi necessario utilizzare dei filtri colorati per discriminarli! Esistono diverse matrici di questo tipo, quella maggiormente in uso è la matrice di Bayer. Secondo questo sistema, ci sono una serie di pixels rossi e blu inframezzati ciascuno da 2 pixels verdi, perché l’occhio umano è più sensibile alla luce verde che alle altre due lunghezze d’onda. L’output del sensore sarà una matrice di intensità luminose catturate dai tre tipi diversi di sensori, con una gamma che andrà da 0 a 4095 in un sensore a 12bit.

“Ma le mie immagini non sono solo verdi, rosse e blu!” Infatti! per questo motivo viene applicato un’algoritmo chiamato appunto interpolazione di Bayer che permetterà di descrivere ogni pixel blu o rosso in relazione ai verdi adiacenti, avendo come risultato un’immagine complessa!

Non finisce qui: per avere l’immagine RAW finale, alla descrizione grezza dell’interpolazione si unisce anche il guadagno impostato tramite la sensibilità ISO.

Ecco quindi quello che succede quando si scatta una foto:

raw_bayer_pattern

Il formato finale sarà composto dalla risultante dell’interpolazione: 1/3 rosso, 1/3 blu, 2/3 verde. Conterrà inoltre informazioni riguardo i dati dello scatto (esposizione, apertura del diaframma, modo colore, WB) e a seconda dei casi anche un’anteprima a risoluzione ridotta, questo per evitare la decodifica dei dati RAW ogni volta che vogliamo rivedere una thumbnail nel nostro bel programma di gestione file, sia esso Nautilus od Explorer.

Problema: l’algoritmo di interpolazione è legato al tipo di file che abbiamo davanti. A seconda della marca, anche le richieste del produttore del formato RAW variano in qualche modo. Questo è uno dei motivi per cui il risultato della conversione varia in relazione al software utilizzato.

Una volta che abbiamo ottenuto il nostro file RAW, bisognerà convertirlo per renderlo distribuibile in un prodotto finale:

conversione raw tiff

Ecco uno dei maggiori vantaggi del formato RAW in fase di post-produzione: dopo aver scaricato l’immagine sul PC è possibile modificare diversi parametri come se lo si facesse in presa diretta – esposizione, WB, contrasto, nitidezza, curve, luci & ombre. Non da ultimo, la conversione ad un formato interscambiabile può essere fatta mantenendo 16bit di dati, senza cioé diminuire la qualità dell’informazione contenuta.

E voi direte: cosa ce ne facciamo di 16bit di dati se gli schermi e le stampanti sono in grado di ‘mostrare’ un numero inferiore di informazioni? Avete ragione, ma la questione va vista in termini di possibilità di elaborazione. Una foto sottoesposta potrà facilmente essere recuperata agendo con un controllo apposito in fase di post-produzione. Una unsharp-mask per recuperare quei dettagli persi non si nega mai, quelle ombre così scure non andrebbero un po’ schiarite?? Tutto questo in un’immagine RAW non causerà alterazioni evidenti nell’immagine finale, poiché questo formato contiene informazioni in più che il nostro schermo non era in grado di descrivere.

Per tutta la fase di post-processing, seguite il blog, ci saranno nuovi articoli.

2 – Formati in circolazione.

Date le premesse, come è stata affrontato questo complesso problema dalle case produttrici di fotocamere? Nel migliore modo possibile, almeno all’inizio, ma la diffusione crescente del formato RAW pongono dei problemi di compatibilità futura: oggi esiste un software in grado di convertire il mio peculiare formato, ma domani? Nuovi pc, nuove tecnologie e le foto dell’archivio personale di ognuno potrebbero risultare inaccessibili parzialmente o completamente.

C’è bisogno di un formato standard.

I marchi leader del settore non forniscono le specifiche dei propri formati, per questo motivo gli sviluppatori non possono creare un formato di interscambio che assicurerebbe il futuro del RAW attuale nelle fotografie digitali.

Adobe ha creato un proprio formato DNG (Digital Negative) in risposta a queste necessità, ma la sua effettiva utilità è tuttora discussa. Cosa ne penso io? Ho un archivio di più di 10800 immagini che vorrei evitare di mettere a rischio, trasformando il mio bel formato NEF compatibile nel 2006 con la maggior parte delle suite professionali non-free e free per uno che viene ora implementato in alcuni software e fotocamere.
Su http://thedambook.com/ c’è una serie di articoli e post di discussioni riguardo il dubbio inerente a “trasformo tutto in DNG o no?”. C’è da dire che in ogni caso DNG è un buon formato poiché permette agli sviluppatori di implementare software capace di gestire questi files. Aggiungo che Pentax nelle sue ultime DSLR permette di scegliere tra il formato RAW proprietario e DNG.

Maggiori informazioni su OpenRAW.

3 – Perché scattare allora in altri formati tipo JPG o TIFF?

  • perché non necessitiamo di post-produzione
  • perché servono immagini immediatamente fruibili
  • perché occupano meno spazio
  • perché la fotocamera è più rapida e permette serie di scatti continui più lunghe
  • perché c’è bisogno di un file di interscambio.

Ultima alternativa che segnalo è la possibilità per alcune fotocamere di creare files contenente un file RAW+JPEG (quest’ultimo di risoluzione variabile) che è un buon compromesso, secondo alcuni, per avere sia il negativo digitale che l’immagine da spedire, ad esempio, in redazione.

Conclusione: il futuro al formato RAW che il futuro della fotografia guarda, sperando in un nuovo standard che permetta di parlare la stessa lingua anche domani e, chissà, magari riuscendo anche a contenere i terabyte di spazio che nel 2040 avrò bisogno!

5 risposte a “Conviene scattare immagini in RAW?”

  1. Se io non fossi tanto (tanto tanto tanto) etero ti bacerei in bocca DrMauro…. 😀

    Sono due giorni che vago in cerca di spiegazioni sul formato RAW e questa è la più chiara ed esaustiva… 🙂

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