Attenzione al nome di dominio!

Non avete mai pensato che il nome di dominio, oltre ad indicare un indirizzo internet, presenta anche un’importante valenza dal punto di vista del diritto al nome e dei diritti sulla persona? Per capire quanto sia importante non sottovalutare questo aspetto, vi racconterò una storiella.
C’era una volta il signor L. Armani che, per pubblicizzare il proprio timbrificio di Bergamo, decise di mettere in piedi un sito internet, ovvero www.armani.it. Come è logico aspettarsi, in pochissimo tempo, a causa anche dei numerosi errori, questo sito registrò un numero spropositato di visite (considerando il tipo di attività).
Ah, dimenticavo, se non vi foste ancora accorti, vi ricordo che il signor L. è omonimo del ben più famoso stilista Giorgio, che nella nostra storia assumerà le vesti dell’uomo (in) nero. Infatti, una volta accortosi di questa situazione, l’uomo (in) nero decise di citare in giudizio il povero L.
Ma la domanda è: chi ha vinto? Beh, come in ogni storia che si rispetti, anche qui, il male… è riuscito a sconfiggere il bene. Infatti, come sua difesa L. aveva evidenziato il proprio diritto al nome, che gli permetteva di poter utilizzare quel dominio. Insomma, dopo tutto L. di cognome fa Armani! Ma ciò che ha portato il giudice a pronunciarsi a favore di Giorgio è stato il fatto che quest’ultimo (vecchio volpone…) poteva vantare il fatto che il suo nome era (ed è) anche un marchio registrato. Proprio questo motivo ha costretto L. a dover cambiare nome di dominio.
La morale di questa favola è quella di ricordarvi, se siete omonimi di personaggi famosi, di pensarci bene prima di scegliere l’indirizzo del vostro sito internet. Non sia mai che magari, un giorno, i signori Dolce e Gabbana o compagnia bella si alzino con la luna di traverso e decidano di farvi causa.
IlBobo.

4 risposte a “Attenzione al nome di dominio!”

  1. quando avremo i soldi delle pubblicità mi compro il dominio freedreamer.it..ah già non ci sono più le pubblicità 🙁

    Cmq tornando all’articolo ma è possibile che in Italia la giustizia vada così? sto povero Cristo quale colpa aveva, chiamarsi Armani?!
    questa è da non credere…..

  2. Beh, il discorso però è un po’ più complesso. E’ vero che il signor L. si chiama Armani, ma è anche vero che Armani è un marchio conosciuto in tutto il mondo, e il sito del timbrificio ha ricevuto milioni di visite di gente che sicuramente cercava vestiti e non timbri…
    Inoltre essendo il marchio Armani registrato, è normale che sia in parte tutelato. E’ una questione di buon senso.
    C’era anche un altro caso, sempre riguardante Armani, di un tizio che si chiamava A.R. Mani e che registrò Armani.com
    Inutile dire chi vinse la causa, vero?
    Da tenere presente anche che se io registro, poniamo “sbiligunda.it” e sbiligunda non è un marchio registrato né un prodotto o marchio già conosciuto, il dominio rimane mio di diritto anche se un domani qualcuno decide di registrare tale marchio, per questioni di precedenza temporale.

  3. Tralasciando il dettaglio che il povero Cristo in questione, una volta accortosi delle migliaia di accessi che riceveva ha impestato il sito del timbrifico di dialer e pubblicità vari che niente avevano a che vedere con la sua attività. Faccio pare di quelli che a suo tempo (stiamo parlando di parecchi anni fa) era finito sul suo sito cercando il sito dell’omonimo stilista ed è evidente che nessuno di quelli che hanno commentato hanno mai visto tale sito. Ormai la storia ha assunto la veste di leggenda in cui il più debole soccombe alle multinazionali, ma la storia vera non è proprio così, sorvolando anche sul fatto della sostanziosa offerta che gli era stata fatta per cedere il sito senza troppe storie.

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