Giornata mondiale della lentezza

Orgoglioso di annunciarvi il primo articolo di Apemarta.

iceage2_4.jpgBruno Contigiani, nome forse ignoto ai più e anche a me prima di oggi, presidente dell’originale associazione “L’arte di vivere con lentezza” http://www.vivereconlentezza.it/ , ha promosso la Giornata mondiale della lentezza come sprone a mettere in pratica nella vita quotidiana una filosofia di vita più a misura d’uomo…
Potrebbero sembrare, queste, parole fatue, eppure racchiudono una grandiosa verità nella loro ovvietà.
Ormai sono state proclamate molte “Giornate mondiali per…” ognuna con una propria motivazione di fondo soggettivamente condivisibile o meno, eppure a me pare questa odierna sia una iniziativa lodevole.
È da qualche anno che si è aperto un filone sociale volto al godimento di una vita meno stressante: l’iniziativa di maggior clamore è la “Slow Food”

http://www.slowfood.it/ .

In ciò si inserisce questo elogio della lentezza; molti articoli sono stati scritti e vi rimando ai relativi siti

http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=702187001&H http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/02_Febbraio/01/artnew_lentezza.shtml

A fronte di sempre più numerose proposte personali o collettive indirizzate a poter vivere una vita diversa da quella attuale, mi sono chiesta quale potesse essere la riflessione di fondo comune a questi movimenti.
Non è con una Giornata che si può cambiare la propria vita, e non si può cambiare la vita altrui imponendo di non correre: a Milano in Corso Vittorio Emanuele solo per oggi è stato installato scherzosamente un “passovelox” con cui sono simbolicamente multati i passanti frettolosi. Ognuno vive alla velocità che meglio è a lui congeniale, tuttavia non possiamo negare la frenesia della vita moderna, l’affannarsi della mente e del corpo nel raggiungere mete sempre più lontane, a scapito della capacità di saper ascoltare i limiti ed i bisogni propri ed altrui. Se si vive correndo sempre, quando poi c’è da correre per vivere non si hanno più le forze.
Uno degli aforismi di Oscar Wilde nella sua saggezza recita ” un obiettivo nella vita non è degno di essere considerato tale se non si sposta di continuo”: e se questo obiettivo tanto agognato da ciascuno nel suo piccolo per dare un senso alla propria esistenza non sia da ricercare nella coscienza della propria unicità come persona?
Dov’è finito il tanto vituperato “otium” creativo, che non ha niente per cui essere considerato meno produttivo del nec-otium?
Forse questo ci farebbe meno globalizzati, meno sottesi alle mode del momento, più liberi di espressione, meno affannati…
E chi l’ha detto che chi dorme non piglia pesci? Forse piglia pesci che chi non dorme non può nemmeno sognarsi…

Apemarta

14 risposte a “Giornata mondiale della lentezza”

  1. “Dov’è finito il tanto vituperato “otium” creativo, che non ha niente per cui essere considerato meno produttivo del nec-otium?”
    Chiedo l’aiuto del pubblico con un dizionario 🙂

    Welcome!

  2. Io, lo ammetto, sono fatto a modo mio. Ma tutto questo cianciare contro la “frenesia della vita moderna” proprio non lo capisco.
    Ognuno può vivere alla velocità che vuole, chi glielo impedisce?
    La vita di città non ti si confa? Vai a vivere in campagna (ma guai a te se poi ti annoi a morte e quindi per *divertirti* prendi l’auto e vieni a inquinare e a rompere i maroni in città). 😉
    Poi mi sembra che i passi avanti l’umanità li ha sempre fatti grazie a chi andava a una velocità superiore rispetto alla media. I dormiglioni o fancazzisti hanno sempre contribuito ben poco.

  3. Bah, se mi spieghi a cosa serve magari ti posso anche dare ragione.
    Così com’è, mi sembra come fermare le auto per un giorno contro l’inquinamento, ossia una pura mossa demagogica e di nessun effetto concreto.

  4. P.S.: mi duole smentirti ma il “tipico milanese” è ormai proprio quello che sta tutto il giorno a lamentarsi di quanto fa schifo la città e quanto è bella la vita di campagna. Io non vedo l’ora che tutta ‘sta gente se ne vada VERAMENTE a vivere in campagna. Sai come diventerebbe vivibile la città, poi? 😉

  5. non serve a nulla in sè ma aiuta a far capire che le cose non sono sempre state così e, forse, fa riflettere su quanto ogni tanto sarebbe bello prendersela con più calma….

  6. Sì, sarebbe bello certo. Come sarebbe bello vivere in un mondo senza inquinamento. O come sarebbe bello vincere al SuperEnalotto.
    Però cerchiamo di rimanere con i piedi per terra… 😛

  7. secondo me provare ogni tanto a rallentare un pò il ritmo frenetico della vita aiuta a ricordati quali sono le cose veramente importanti nella vita e che di corsa non si riesce mai a gustarsele fino in fondo…

  8. Ma chi ve lo vieta, scusa?
    E’ necessario il “passovelox” per ricordarvi quali sono le cose importanti della vita? Suvvia, non vi basta il cervello? 😛

  9. Credo che non sia tanto la differenza tra campagna e città a farci parlare di frenesia, ma siano di più il lavoro e gli impegni giornalieri, che lasciano poco spazio ai nostri interessi, che esistono cmq, ma magari verrebbero portati avanti meglio senza fretta e con la mente libera da altri pensieri.
    Io però vivo in campagna e lavoro in centro a Verona, che non è frenetica come Milano.

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