Prova su strada: BibblePro 4.9 Linux

Nella disamina dei vari software per l’elaborazione dei formati RAW, non avevo ancora citato BibblePro. Questo perché non ero considerato all’altezza della sua installazione, a causa del mio amd 750Mhz che non utilizzava comandi SSE. Ora, grazie a rebeluca, siamo dotati (io ed i miei collaboratori ;)) di un athlon xp 2.4Ghz con 512Mb di RAM. Grande passo in avanti.

BibblePro fa parte della grande famiglia dei software per l’elaborazione delle immagini di tipo non-distruttivi, ovvero i vostri file RAW non verranno mai alterati. Ne esistono due versioni: Lite e Pro. Nella versione più leggera (ed economica), manca la gestione dati IPTC, la “working queue” interattiva, il supporto per multiprocessore, Noise Ninja avanzato, ed altre piccole cose. Tutti i formati proprietari dei principali produttori di fotocamere sono supportati, compreso il DNG per gli amanti della Leica…
Ho installato la versione di Bibble Pro 4.9, shareware. Viene fornito in pacchetto .deb liberamente scaricabile dal sito di BibbleLabs, molto comodo.

Dopo la rapida installazione, lo faccio partire. Tramite un wizard, viene ottimizzato il layout dell’applicazione secondo le mie esigenze: stile volante dei menu (tipo photoshop CS2), orientamento verticale od orizzontale delle finestre, spazio colore utilizzato…finalmente siamo pronti.

Devo dire che al primo inpatto l’organizzazione degli strumenti non è proprio intuitiva al massimo. Ricalca molto la struttura di Lightzone, di cui anzi ne è probabilmente l’inspiratore. Il problema è però che quest’ultimo software ha saputo sfruttare meglio il sistema a tab, almeno per quanto riguarda la parte di editing. In BibblePro effettivamente ci sono troppi controlli in uno spazio troppo ristretto: capisco la completezza di certi strumenti di elaborazione, ma era proprio necessario stipare il tutto in unica colonnona? Il browser è invece scarsino come avviene in LZ, un sistema ad albero e nulla più, in cui non è possibile salvare dei bookmark delle cartelle più usate.
Ora proviamo ad inserire virtualmente BibblePro nel nostro workflow abituale.

1) Browser

Una volta copiate le fotografie nella vostra cartella abituale, la apriamo nel browser di BibblePro, in modo tale da poter vedere le anteprime delle foto. E’ possibile selezionare più immagini per elaborarle simultaneamente ed inviarle poi alla coda di elaborazione.

pagina principale bibblepro

2) Editing

Per semplicità, ho aperto una sola immagine, _DSC5188.NEF. Tramite la prima tab (Standard) sistemo un po’ i vari livelli: esposizione, colori. Scopro subito che a parte lo slider “vibrance”, per poter fare qualcosa devo passare alla tab Advanced.

Rispetto ai vari concorrenti, Bibble può contare su un algoritmo che devo dire funziona bene, PerfectClear di Athentech: da quanto ho capito, leggendo dal sito e facendo alcune prove, agisce sull’istogramma e sulle curve, trattando i canali separatamente. Il risultato è il recupero della luminosità corretta della scena e quindi un miglioramento anche della lucentezza dei colori.
Lens correction: altra caratteristica utile e funzionale è la correzione della distorsione dell’obiettivo. Tramite un database, BibblePro ‘raddrizza’ la vostra cara fotografia architettonica che avete scattato con l’obiettivo kit che odiate tanto :).
Noise Ninja è sicuramente testato ed approvato: è di sicuro uno dei migliori se non IL miglior algoritmo di riduzione del rumore disponibile sul mercato. Nella versione non registrata, permette una grezza pulizia dell’immagine, senza l’essenziale funzione di autoprofilazione, che ne migliora nettamente i risultati. Il mio consiglio rimane sempre lo stesso: evitare, evitare, evitare di scattare a 1600 ISO se non si è costretti a farlo! meglio un’ottica luminosa…il lavoro principale del fotografo è durante la fase di ripresa, non nell’elaborazione. Ciò che non c’è non si può migliorare ;).
Sono implementati poi i classici algoritmi che ormai molti software possiedono, tra cui quello per il recupero delle alte luci (non l’ho mai trovato molto utile…), il fill light (per attenuare le ombre), crop e regolazioni della nitidezza dell’immagine, tipo USM (unsharp mask), dei quali non parlerò perché sono strumenti ormai famosi.

Le ultime due tab della colonna dei tools di editing è occupata da una serie di plugin , per i quali vi rimando direttamente alla pagina ufficiale. Non mi hanno molto convinto.

advanced tab bibbleprostandard tab bibblepro

3) Post-editing

Una volta elaborate le vostre foto, ci sono due opzione per la conversione in formati interscambiabili: batch processing se state elaborando più immagini contemporaneamente, o il classico save as...

Con il batch processing potete in primo luogo creare una macro personalizzata tramite la quale settare l’output: formato, risoluzione, profilo colore, etc. Inoltre anche la stampa segue lo stesso percorso, con in più la possibilità di scegliere il layout preferito.
E ora la cosa che mi è piaciuta di più: la creazione della web-gallery! rispetto a concorrenti più potenti (come lo splendido Lightroom, di cui parlerò prossimamente), non è possibile scegliere praticamente nulla tramite BibblePro, però tramite un text editor è possibile modificare tutto molto semplicemente, compreso il css, questo perché utilizza tecnologie semplici e collaudate!
Conclusioni: BibblePro 4.9 è di sicuro uno strumento molto buono e completo, con molti strumenti e dai risultati soddisfacenti. Purtroppo l’interfaccia grafica è un vero guazzabuglio e incide molto sull’usabilità. Il manuale da 141 pagine (!!) ne dimostra la forse eccessiva complessità. Da sperare che in futuro gli sviluppatori trovino soluzioni alternative per semplificare il lavoro anche al nuovo utente. Segnalo che rispetto ai concorrenti, non esistono ancora strumenti selettivi di elaborazione come sono già stati sviluppati da Nikon CaptureNX, Lightroom e LightZone ad esempio, molto utili e funzionali. Di sicuro è una pecca molto importante, visto che il futuro sembra proprio questo.

Prezzi: 129$ per la versione Pro e 69$ per la Lite. In linea con altri produttori.

Requisiti di sistema: almeno un Athlon xp da 1Ghz che supporti SSE con 384mb (linux!) o 512mb (mac e win) di RAM.

5 risposte a “Prova su strada: BibblePro 4.9 Linux”

  1. Un po’ troppo superficiale come recensione. Io trovo che sia il miglior programma di conversione, e soprattutto l’unico multipiattaforma, cosa essenziale per chi è costretto a lavorare su macchine diverse (la licenza pro da un codice che lo fa girare su win.mac e linux).

    Per l’interfaccia grafica non saprei. Io lo uso da anni e mi appare molto naturale. Ad esempio io nn mi ritrovo con lightroom.

    Non sara’ che si è cresciuti a pane e photoshop e tutto quello che si discosata ci appare ‘innaturale’?

    Ciao e complimenti per il sito.

  2. Sicuramente il livello della recensione è quello di un utente che lo apre per la prima volta. Questo con tutti i limiti del caso; sto preparando un articoletto per un confronto tra diversi software del genere, perché, come saprai sicuramente, è la qualità dell’interpolazione di bayer che indica la bontà o meno dell’algoritmo di conversione. Il resto è un di più.

    Se cerchi nel sito, ho raccontato anche di altri programmi pinguinesi sicuramente ottimi, questo per rispondere al fatto che siamo cresciuti con pane e photoshop! Ti consiglio di provare lightzone, gratis per linux, che devo dire mi ha stupito!
    Tra l’altro, bibblepro, lightzone, lightroom… sono fatti tutti allo stesso modo

    Lightroom è assolutamente un software molto giovane che però ha molte potenzialità… ne parlerò più in là!

    Ovvio che ora utilizzerò molto bibblepro per un po’, certamente ha ottime credenziali, ma non è comunque il miglior software che esiste oggi!

    grazie di averci letto, critiche costruttive sempre accette!

  3. Ne usai una versione vecchissima molto tempo fa su Windows. Non mi ci sono trovato molto, ma devo dire che non ebbi molta voglia di testarlo come si deve.
    So che viene tenuto in alta considerazione da molti, quindi penso che sia un software da tenere d’occhio, e ritengo il fatto che sia multipiattaforma (e che basti UNA chiave per tutti i formati) sia sicuramente un punto a suo favore.

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