La tecnica HDR

L’HDR, acronimo di High Dynamic Range (vedi voce su Wikipedia), è una tecnica che permette di unire più scatti eseguiti a esposizioni diverse (rigorosamente su cavalletto) in un unico fotogramma, nel quale sia le luci che le ombre saranno esposte correttamente.

Da un punto di vista pratico questo si ottiene misurando l’esposizione corretta (ad esempio mettendo la fotocamera in modalità priorità dei diaframmi e leggendo il tempo di scatto corretto segnalato dall’esposimetro incorporato). Dopodiché selezioniamo la modalità Manuale, impostiamo l’apertura scelta in precedenza, e il tempo fornitoci dall’esposimetro. Scattiamo questa prima foto, e poi, avendo l’accortezza di modificare i tempi per ottenere esposizioni diverse, per le alte luci e per le ombre, scattiamo gli altri fotogrammi necessari. In pratica, se impostiamo apertura f/9 e l’esposimetro ci fornisce come tempo “corretto” 1/20″, scatteremo una foto a f/9 e 1/20″, poi (tenendo fissa l’apertura a f/9) scatteremo due fotogrammi prima aumentando e poi diminuendo i tempi di uno stop (quindi nell’esempio, rispettivamente: 1/25″ e 1/15″). Se volete più di tre esposizioni, non fate altro che aumentare/diminuire di un ulteriore stop.

E’ una tecnica divenuta piuttosto di moda da quando Photoshop CS2 ha integrato e reso disponibile ai suoi fruitori la funzione di creazione di file HDR.
Per noi linuxiani, impossibilitati all’uso di Photoshop CS2, le alternative sono varie. Si possono per esempio creare file HDR con il versatile ImageMagick, che però funziona da linea di comando, rendendo poco intuitivo il workflow. Oppure si può usare il famoso Photomatix, software per Windows che funziona egregiamente sotto wine.

In alternativa, vi presento un software molto ben fatto, che utilizza il framework Qt, e che può essere utilizzato indifferentemente su Windows, MacOS e linux (previa compilazione dei sorgenti). Il suo nome, piuttosto criptico, è Qtpfsgui.

Questo programma dipende dalle seguenti librerie, che quindi bisogna installare prima di procedere alla compilazione dei sorgenti (per ubuntu: sudo apt-get install + il nome della libreria, evidenziato in italico tra le parentesi qui di seguito):

1) Qt4 (libqt4-dev
2) exiv2 (libexiv2-dev)
3) fftw3 (fftw3-dev)
4) libjpeg (libjpeg62-dev)
5) libtiff (libtiff4-dev)
6) OpenEXR (openexr, libopenexr-dev)

Una volta installati i pacchetti, scompattiamo i sorgenti in una cartella (per esempio: /home/utente/qtpfsgui ), apriamo un terminale, spostandoci in questa cartella: cd /home/utente/qtpfsgui.

Dopodiché procediamo con la creazione del MAKEFILE:

qmake

Se tutte le dipendenze sono state soddisfatte, non dovreste ricevere segnalazioni e tutto dovrebbe filare liscio. Se avete già installato Qt3, potreste ricevere un messaggio di errore che dice che dovete usare necessariamente la versione 4. Per risolvere questo problema su Ubuntu, installate il pacchetto “galternatives”, lanciatelo e da qui potrete switchare all’utilizzo di Qt4.

Una volta completato questo passaggio, passiamo alla compilazione:

make

e all’installazione:

sudo make install

Eccoci pronti a lanciare il programma (che troverete nel menu applicazioni -> grafica) e a creare il nostro primo HDR. Clicchiamo su “New HDR” e nella finestra di dialogo che compare, andiamo a selezionare i fotogrammi che vogliamo fondere.

Nel passo successivo scegliamo il profilo HDR da usare (di solito il numero 1 è quello corretto, e va modificato solo se il risultato ottenuto non fosse di nostro gradimento). La funzione anti-ghosting è ancora in versione beta, e assolutamente non affidabile (io non sono riuscito a farla funzionare, mi risultano tutti file HDR vuoti!).

Una volta premuto su Next, verrà creato il vero file HDR (che andrà subito salvato). Questo file contiene le informazioni di luminosità di ogni singolo punto, ma per poter essere visualizzato a monitor (a meno di avere un costosissimo monitor HDR!) bisognerà procedere al cosiddetto tonemapping.

Apriamo dunque la finestra di dialogo del tonemapping e… sbizzarriamoci. Ci sono letteralmente milioni di combinazioni possibili, tramite l’utilizzo di diversi algoritmi, e sta alla sensibilità del singolo fotografo scegliere (o forse sarebbe meglio dire trovare!!) quella che più rende l’effetto che vorrebbe ottenere.

Concludo con questo esempio di file HDR prodotto dal famoso Kris Kros, per mostrare come questa tecnica possa produrre risultati veramente pittoreschi. Buon divertimento!

HDR

*UPDATE*: Dimenticavo di sottolineare che Qtpfsgui, sfruttando le caratteristiche dei file RAW delle reflex digitali, è in grado di creare file HDR partendo da un singolo RAW (in pratica modifica da solo i valori dell’esposizione per creare artificialmente le immagini sovra/sottoesposte). Naturalmente questo è solo un palliativo, ed è sempre consigliabile scattare personalmente i fotogrammi necessari.

*UPDATE 2*: Trovati dei repositories per installare e mantenere aggiornato Qtpfsgui. Come sempre bisogna modificare il file sources.list

Per Ubuntu Dapper Drake (6.04) :
deb http://ubuntu.davromaniak.eu dapper-depomaniak all
deb-src http://ubuntu.davromaniak.eu dapper-depomaniak all

Per Ubuntu Edgy Eft (6.10) :
deb http://ubuntu.davromaniak.eu edgy-depomaniak all
deb-src http://ubuntu.davromaniak.eu edgy-depomaniak all

Per Ubuntu Feisty Fawn (7.04) :
deb http://ubuntu.davromaniak.eu feisty-depomaniak all
deb-src http://ubuntu.davromaniak.eu feisty-depomaniak all

Una volta aggiunte le repositories, installare la key-GPG come segue:

wget http://ubuntu.davromaniak.eu/1D59E694.gpg -O- | sudo apt-key add –

Dopodiché aggiornare e installare:

sudo apt-get update
sudo apt-get install qtpfsgui

9 risposte a “La tecnica HDR”

  1. ben fatto! anche se poi ci sono in giro certi obbrobri in HDR… in ogni caso è una tecnica ottima per aumentare l’estensione tonale delle fotocamere digitali!

  2. E’ vero… ne ho fatto qualcuno anch’io e mi vergognerei a pubblicarlo. 🙂
    E’ una tecnica difficile da maneggiare, perché c’è il rischio di esagerare.

  3. scusate ragazzi sono un po’ imbranato perchè ho iniziao ad usare ubuntu da poco…..installo le librerie poi arrivo al comando”make” e mi esceil disastro…
    “g++ -c -pipe -O3 -funroll-loops -fstrength-reduce -fschedule-insns2 -felide-constructors -frerun-loop-opt -fexceptions -fno-strict-aliasing -fexpensive-optimizations -ffast-math -pipe -D_REENTRANT -Wall -W -DQT_NO_DEBUG_OUTPUT -DHAVE_FFTW -DI18NDIR=\”/usr/local/share/qtpfsgui/i18n\” -DQT_NO_DEBUG -DQT_GUI_LIB -DQT_CORE_LIB -I/usr/share/qt4/mkspecs/linux-g++ -I. -I/usr/include/qt4/QtCore -I/usr/include/qt4/QtCore -I/usr/include/qt4/QtGui -I/usr/include/qt4/QtGui -I/usr/include/qt4 -I/usr/include/exiv2 -I/usr/include/OpenEXR -I/usr/include -Igenerated_moc -Igenerated_uic -o generated_obj/pfs.o src/Libpfs/pfs.cpp
    make: g++: Command not found
    make: *** [generated_obj/pfs.o] Error 127″

    che faccio?

  4. Probabilmente hai installato anche le Qt3.
    Prova a sostituire “qmake” con il comando “qmake-qt4” e dimmi se funziona.

  5. ragazzi!! ho istallato otpsfuigi ma in pratica mi fa selezionare una sola foto e basta! e compare la scritta valori inseriti correttamente.. quella che inserisco non è una foto raw ma un jpg, è per questo motivo?

  6. Ciao Simona,
    purtroppo è da un bel po’ che non uso più questo programma e non ce l’ho più nemmeno installato..
    Comunque non si può generare un HDR da un solo fotogramma (a meno che sia un raw), per cui c’è qualcosa che non va 🙂

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