Raw Therapee – Recensione!

14/12/07 UTENTI WINDOWS Aggiornamento: VERSIONE 2.3 BETA disponibile per il download! Dopo diversi mesi di assenza, è uscita una nuove versione di testing, per il momento solo per utenti Bill-addicted.A questo link le ultime news.

*****************************************************************************************

!! FORUM: tutte le ultime novità su questo articolo in questo thread.

Continua la saga di chi peregrina tra decine di titoli per trovare il software-pretesto per passare a linux definitivamente…

Oggi ci occupiamo di Raw Therapee (THe Experimental RAw Photo Editor – ma si sta pensando ad un altro nome…), software creato da Gbor Horvth, che si propone di inserirsi nel mercato dei parecchi convertitori dei files RAW ora in commercio. Iniziamo da una cosa essenziale: è free (ma non opensource), nonostante si possa contribuire con 5 $ al progetto in maniera assolutamente volontaria.

L’installazione è semplicissima, basta scaricare il pacchetto per linux, estrarlo nella cartella di destinazione ed aprire il file binario, nessun pacchetto deb, rpm o simili. Una volta aperto, l’interfaccia è molto semplice ed immediata, ricalcata sugli standard gnome. Si nota immediatamente la continuità di stile che caratterizza le ultime applicazioni del genere: slidebar inferiore, colonna editing a dx, a sx browser e, in questo caso, history delle modifiche. Si sente la mancanza di un pulsante per annullare i singoli passaggi durante l’elaborazione, ma ci stanno lavorando.

Il metodo di conversione Bayer è stato creato da algoritmi diversi rispetto DCRAW, il quale viene utilizzato solo per ricreare le anteprime nella parte inferiore dello schermo (operazione peraltro molto rapida). Una volta selezionata la cartella dalla quale apriremo l’immagine su cui lavorare, saremo pronti!

Premessa: per questa prova ho utilizzato un PC AMD 2.6 Ghz con 512 Mb RAM su Ubuntu linux; il formato dei files è NEF (Nikon D70).

rawtherapee

Per l’occasione darò qualche ritoccata a questa foto dell’Alnes Fyr, un faro situato sull’isola di Alnes, poco distante da Ålesund (Norvegia); mamma mia che nostalgia!

Tramite il piccolo browser, situato in basso a sinistra dello schermo, navigo fino alla cartella desiderata ed immediatamente vengono generate le anteprime di tutte le immagini RAW presenti. Bene, iniziamo a lavorarci sopra.

Come prima cosa osservo l’istogramma: la foto è correttamente esposta, con una lieve tendenza al blu, ma per il resto tutto bene; è possibile visualizzare solo uno o più canali LRGB in base a ciò che interessa vedere.

Crop size: tramite questa opzione, è possibile ispezionare particolari dell’immagine in totale libertà senza perdere d’occhio la visione d’insieme. Molto utile.

crop size

Bilanciamento dei bianchi (WB): qui si sente la mancanza dei preset presenti nella maggior parte dei software, essendo presenti solo camera, auto e custom. Ovviamente tramite gli slider è possibile modificare la temperatura e il rapporto magenta/verde con precisione!

Esposizione (Exposure): controllo ben fatto, infatti si può compensare l’esposizione (con il controllo di clipping delle alte luci), luminosità e contrasto, livello dei neri; a questo si aggiungono i due controlli per il controllo fine delle alte luci e delle tonalità più scure.

Highlight recovery: in caso di sovraesposizione recupera le alte luci perse (o almeno ci prova 😉 ).

Shadow/highlights: ho sistemato la luminosità delle nubi più illuminate per dare contrasto e tridimensionalità.

Sharpening: il controllo del dettaglio è ben curato, per quantità e qualità del filtro. E’ possibile modificare vari parametri, dai più comuni radius, amount e threshold, a quelli più particolari come lo sharp edges, che permette di mantenere un rumore di fondo dell’immagine contenuto, l’halo, ovvero un filtro per compensare l’effetto rumorogeno (neologismo medico appena inventato). Sulle prove che ho fatto, ho potuto constatare che l’effetto è piacevole e omogeneo, miscelando con cura le caratteristiche del filtro è possibile ottenere ottimi risultati. Qui sono ho preparato cinque immagini: la prima è l’originale ad ingrandimento del 100%, mentre le altre quattro sono rispettivamente (in senso orario partendo da sinistra) solo sharpening (R 1, A 88, Th 158), edge sharpening (R 1, A 88, Th 158, R2 1.9, E tolerance 782), sharpening + halo (R 1, A 88, Th 158, Halo 22) ed infine edge sharpening + halo (R 1, A 88, Th 158, R2 1.9, E tolerance 782, Halo 22).

A voi il giudizio!

rt no sharp

rt sharp rt sharp edge

rt sharp halo rt sharp edge halo

Color Boost: tramite due slider si possono regolare la saturazione dei canali con i colori Rosso-Verde e Blu-Giallo. Nulla a che vedere purtroppo con il controllo del colore che troviamo in Lightroom, che è un po’ il nuovo gold-standard da questo punto di vista. Se non siamo soddisfatti delle tonalità dell’immagine con color-shift è possibile alterarli a nostro piacimento.

Per quanto riguarda la diminuizione del rumore, il controllo Luminance Noise Reduction e Color Noise reduction fanno al caso nostro. Non li ho testati a sufficienza, se qualcuno vuole contribuire può postare i propri risultati nel nostro forum nella sezione fotografia!

Nella seconda tab troviamo alcuni tools interessanti: segnalo lo strumento crop, che permette già di ritagliare l’immagine secondo proporzioni standard. Nota dolente è l’impossibilità di spostare il riquadro di ritaglio una volta posizionato, bisogna annullare l’operazione e ridisegnarlo ogni volta. Sono presenti lo strumento per la distorsione e la rotazione (per angolo o tracciando una linea).

Ultima modifica che la mia foto necessita è la correzione dell’aberrazione cromatica: alla periferia dell’immagine c’è una fastidiosa componente rossa che ho facilmente sistemato con l’apposito strumento C/A correction! Guardate qui sotto!

rt ca rosso rt ca fatto

Conversione e Salvataggio

L’algoritmo di demosaicizzazione è chiamato EAHD, è basato su Adaptive homogeneity-directed demosaicing algorithm sviluppato da Keiro Hirakawa. Inutile dire che ogni metodo ha le sue caratteristiche. Per permettere a tutti di valutarlo in libertà, a questo indirizzo c’è un confronto tra i vari metodi di DCRAW e di RAWTHERAPEE. Personalmente trovo che rispetto all’altro algoritmo (HPHD), i risultati migliori si ottengono appunto con il metodo predefinito EAHD, con una quantità modesta di artefatti ed una qualità nettamente superiore rispetto anche al blasonato metodo AHD delle ultime versioni del converter di Dave Coffin. Direi niente male!

E’ possibile salvare le immagini in formato JPEG 8, TIFF 8 / 16 bit e PNG, purtroppo la gestione dei dati EXIF è ancora in fase di sviluppo, questi vengono esportati solamente nei files jpeg.

PRO: interfaccia semplice e funzionale, funzionalità di base presenti (browser, slider, regolazioni principali), controlli di buon livello, demosaicizzazione professionale

CONTRO: non gestisce (per il momento) EXIF in maniera completa, sarebbe ottimo poter modificare i dati IPTC come tutti i software della stessa categoria. Si sente la mancanza di uno strumento batch per elaborare più foto simultaneamente e, di sicuro, una gestione tramite cache delle immagini velocizzerebbe la visualizzazione delle modifiche effettuate in real-time. Tra le altre caratteristiche richieste tramite il forum ufficiale ed auspicabili c’è una gestione dell’editing colore più simile e potente a Lightroom ed un tool professionale per trasformare in bianco e nero gli scatti.

Nel complesso questo software è assolutamente promosso e di sicuro rientra in quei progetti che seguirà da vicino, poiché questa è la via corretta per portare utenti professionali verso sistemi opensource: creare nuovi software competitivi, invece di adattarne altri. Necessita ancora di un po’ di sviluppo per essere maturo, ma può già oggi essere utilizzato di default per la conversione dei propri files RAW.

Infine ecco la foto elaborata (tramite Gimp ho eliminato qualche macchietta di troppo):

alnes fyr

Sito produttore: http://www.rawtherapee.com/

Costo: free

Piattaforma: Linux (tutte le versioni), Windows

Prima revisione dell’articolo: 18/06/07 21:43

6 risposte a “Raw Therapee – Recensione!”

  1. Bravo Mauro per questa ottima recensione.
    Io uso Raw Therapee da un po’, però non ho mai avuto tempo di testarlo così bene e soprattutto di scrivere un articolo!
    Complimenti!

  2. grazie ragazzi! devo dire che sono rimasto piacevolmente stupito da questo programma…lo consiglio vivamente a tutti! speriamo che lo sviluppatore ci regali una nuova versione a breve!

  3. Ottima recensione.
    Volevo dedicarmi un po’ ai RAW tirati fuori dalla mia Powershot A610. Non saranno il massimo, ma in attesa di passare alla reflex digitale… (attesa probabilmente lunga). Lo proverò di certo.

    E’ interessante anche la volontà dello sviluppatore di rilasciarlo come Software Libero nel momento in cui non riuscirà più a seguirne lo sviluppo. Eviterebbe di veder morire un progetto interessante.

  4. eh speriamo che però non lasci correre troppo tra una release e l’altra, rischierebbe di perdere quel seguito che si è formato grazie all’avanguardia delle soluzioni che ha proposto!

  5. Sono approdato a Raw Therapee per caso, leggendo un manuale sulla gestione dei file Raw; intanto complimenti alla recensione; in quanto ad alcuni limiti palesati dal prodotto, su parecchi dei quali pare stiano lavorando gli sviluppatori, secondo me non sono nulla se paragonati al costo dei prodotti concorrenti più blasonati.

I commenti sono chiusi