Defishing alternativo

Sin da quando l’uomo ha iniziato a disegnare mappe del globo terrestre, si è posto il serio problema di come rappresentare su un piano qualcosa che nella realtà è disposto su di una superficie sferica.
Evidentemente questo è impossibile, e sono state sviluppate varie tecniche, chiamate proiezioni cartografiche, atte a introdurre distorsioni nell’immagine originale, in modo da poterle riprodurre su un piano. Esistono molte differenti proiezioni (avrete sentito parlare spesso, per esempio di “proiezione di Mercatore”, usata di frequente nei planisferi) ognuna delle quali “sfrutta” un diverso tipo di deformazione (ciascuno dei quali ha i suoi pro e contro) a seconda dell’utilizzo finale.

Gli obiettivi “fisheye” sono soggetti allo stesso problema: il loro ampio angolo di campo (fino a 220° come nel caso del Fisheye-NIKKOR 6mm f/2.8, un mostro che pesa più di 5 chili) cattura un’immagine emisferica molto vasta, che viene proiettata su una superficie piana.
Ovviamente il risultato è quello che tutti conosciamo e che dà a queste lenti il loro caratteristico nome di “occhio di pesce”.
Oggi, con l’avvento della fotografia digitale, sono stati sviluppati dei software particolari, il cui scopo è il cosiddetto “defishing” (in genere non amo usare termini inglesi, ma l’equivalente italiano “depescizzare” mi sembra sinceramente inutilizzabile), che in soldoni non è altro che la modifica di un’immagine fish-eye attraverso l’utilizzo di determinate proiezioni, esattamente come avviene per le carte geografiche.

Una delle più note deformazioni utilizzate è la proiezione rettilineare, che in termini semplici (anche se non rigorosi), non fa altro che rappresentare dritte quelle linee rette che nell’immagine originale, a causa della deformazione a occhio di pesce, sono diventate curve.
Il risultato sostanzialmente è quello di un’immagine analoga a quella che si sarebbe potuta avere scattando la foto direttamente con un obiettivo ultragrandangolare.

Molto note sono anche le proiezioni equirettangolari o la “QTVR” sviluppata da Apple, utili quando si vogliono creare, per esempio, quelle animazioni/filmati spesso presenti nei siti degli alberghi, e che mirano a simulare la vostra presenza in una camera, nella quale potete guardarvi in giro a 360°.

Tutte queste proiezioni però deformano l’immagine in modo tale che, se vogliamo stamparla nel classico formato fotografico, una parte di dettagli contenuti nell’originale vanno persi nell’obbligatorio “ritaglio” rettangolare, come potete vedere dall’immagine di esempio qui sotto, dove ho evidenziato in giallo le parti di immagine che andrebbero perse nella stampa.

Proiezioni

Ma perché usare un obiettivo particolare come il fisheye, se poi non vogliamo che l’immagine finale sia affetta dalle distorsioni caratteristiche di questo tipo di lenti? Questa è la domanda che si è posto un simpatico biologo molecolare danese, che partendo da questo presupposto ha deciso di sviluppare un software che non deformasse l’immagine attraverso una proiezione rigorosa come quelle che abbiamo visto poco sopra, ma che “stirasse” la proiezione circolare del fisheye fino ad occupare tutto il fotogramma.
Con questo sistema, anche se -come detto- non geometricamente rigoroso, si ottiene il duplice scopo di ridurre l’effetto distorcente del fisheye, e di occupare tutto il fotogramma senza perdere dettagli.

Come spesso avviene in queste situazioni, la spiegazione a parole è molto più complicata del necessario, per cui penso sia meglio presentarvi direttamente il software in questione e spiegarvi le sue funzioni tramite esempi.

Pertanto ecco a voi RectFish!

Il programma nasce come software per Windows, ma grazie ad una breve ma intensa collaborazione tra il programmatore e chi vi sta scrivendo, dalla versione 1.0.19 è utilizzabile anche su Linux, in quanto gira perfettamente in ambiente WINE.
Da un punto di vista fotografico, RectFish è compatibile con un gran numero di fotocamere e di obiettivi fisheye, per cui è utilizzabile con quasi tutte le combinazioni possibili di questi due elementi, che devono essere specificati nell’apposita finestra richiamabile dal menu setup (Setup -> Manage Equipments).

Per comodità, il programma è in grado di produrre immagini, oltre che applicando la proiezione proprietaria, anche usando le deformazioni Equidistante e Rettilineare, nel caso all’utente servisse l’utilizzo di una di queste due tecniche (la prima “ritocca” il fotogramma originale per fare in modo che vi sia sempre una corrispondenza tra distanza dal centro e angolo di campo, per quelle lenti che non sono “equidistanti”, ed è utile per chi usa gli obiettivi fisheye per produrre immagini panoramiche; la seconda l’abbiamo già descritta in precedenza).

Cliccando su “Add Image(s)” carichiamo un’immagine, che comparirà come anteprima nello spazio apposito in alto a destra. Dopodiché, una volta selezionata nella sezione “Equipment” la nostra combinazione di fotocamera+obiettivo salvata in precedenza, possiamo iniziare a “giocare” con gli sliders nella sezione “Remap”.

rectfish1.png

I tre bottoni ci permettono di scegliere quale proiezione utilizzare (di default, ovviamente, quella proprietaria del programma), e l’intensità dell’effetto da applicare. Se mettiamo il segno di spunta alla casella “Auto Preview” possiamo vedere quasi in tempo reale il risultato della trasformazione.

rectfish2.png

Come descritto in precedenza, possiamo utilizzare la funzione RectiLinear, se ci serve questo tipo di deformazione, modificando l’angolo di hAOV (horizontal Angle Of View, ossia Angolo di Visuale orizzontale) in base alle nostre esigenze:

rectfish3.png rectfish4.png

Nella sezione Rectilinear possiamo modificare parecchi parametri: oltre a scegliere l’hAOV, possiamo simulare la rotazione della fotocamera su tutti gli assi, in modo da ricercare l’output più adatto ai nostri scopi.
Inoltre, sia nella sezione RectFish che in quella Rectilinear, possiamo scegliere di applicare l’effetto solo in una certa misura, spostando lo slider “Partial Effect”.

Ma concentriamoci sulla deformazione proprietaria di RectFish, e vediamo con qualche esempio, come essa sia l’ideale per modificare l’immagine fisheye in modo da occupare tutto il fotogramma, senza tuttavia rinunciare al caratteristico effetto prodotto da queste lenti.

Prendiamo, per esempio questa foto di San Gimignano scattata da Enea Pestelacci (eNez su Flickr):

San Gimignano Originale

Applicandole la trasformazione RectFish, otterremo un’immagine a fotogramma intero, nella quale tutti gli elementi originali sono stati conservati, così come l’effetto tipico dei fisheye:

San Gimignano RectFish

Ecco invece la stessa foto modificata con la funzione Rectilinear, e con hAOV di 130° (in modo da occupare tutto il fotogramma). Come potete vedere l’effetto è paragonabile a quello ottenibile scattando la foto con un obiettivo ultragrandangolare, e si perdono parecchi dettagli della foto originale, oltre che l’effetto fisheye:

San Gimignano Rectilinear

Ma RectFish permette anche di ridurre l’effetto fisheye, senza distorcere totalmente la foto di partenza, e mantenendo (come abbiamo visto in precedenza) tutti i dettagli dell’originale, come dimostra molto bene il seguente esempio. Ecco un’altra foto di Enea Pestelacci, scattata all’interno dell’Anthropole dell’Università di Losanna:

Anthropole Originale

Applicando la deformazione RectFish otteniamo un’immagine con effetto fisheye ridotto, ma con tutti gli elementi “al loro posto” senza distorsioni esagerate:

Anthropole RectFish

Viceversa, la deformazione Rettilineare (sempre con hAOV a 130°) distorce completamente il risultato (sparisce il manifesto rosa sulla sinistra, così come il corridoio sulla destra):

Anthropole Rectilinear

Come vedete, i risultati ottenibili con RectFish sono eccellenti e aumentano notevolmente le possibilità di utilizzo degli obiettivi fisheye. Per questo motivo, a mio parere, questo software non può mancare a chi possiede una lente di questo tipo.

RectFish è prodotto da Acapixus
Una licenza costa $30, e dà diritto agli aggiornamenti gratuiti del programma
Gira in modo nativo su piattaforma Windows, e su Linux grazie a WINE

Si ringrazia Enea Pestelacci (eNez su Flickr) per la concessione dell’utilizzo delle sue fotografie, delle quali è il legittimo proprietario e sulle quali detiene tutti i diritti.

5 risposte a “Defishing alternativo”

  1. Bell’articolo, complimenti.
    Interessante anche se il fish-eye è molto molto in fondo alla mia wish-list

  2. @Spike: è normale… gli obiettivi fisheye sono molto particolari, e chiaramente non molto diffusi. Anche perché una foto scattata col fisheye magari ti strappa un “ooooh!” di ammirazione, la seconda già ti ha annoiato… 🙂 Sono comunque molto utili/comodi per chi ama fare panorami tramite il “photo-stitching” grazie al loro enorme angolo di campo.

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