ERA: Preparatevi a “degradare” i contenuti online

Aggiornamento: dai commenti, leggete anche questo pezzo tratto da Repubblica.it per avere un’idea più chiara, vengono riportate le parole di Pietro Folena, presidente alla Commissione Cultura della Camera che spiegano il senso del provvedimento e sgonfiano, almeno per la parte che più riguarda internet ed il vivere quotidiano, le polemiche esplose su diversi blog.

Il Governo ha approvato poco prima di Natale una norma che cambia le carte in tavola per la diffusione di opere tramite internet. Evitando di entrare in argomenti difficili e dai contorni ancora molto incerti, potreste trovare interessante la lettura di questo articolo di Punto Informatico al riguardo.

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2153091

articolo su “La Stampa.it”

2 risposte a “ERA: Preparatevi a “degradare” i contenuti online”

  1. Attenzione, che è stata diffusa una notevole FUD su questo argomento, anche dal Punto Informatico e da altre fonti generalmente affidabili. Per quanto riguarda le opere d’arte (c’è un primo articolo che riguarda la SIAE ed è altra cosa) la legge è effettivamente _migliorativa_. Infatti, tutte le limitazioni relative alla pubblicazione di riproduzioni di opere d’arte derivano da leggi _già_ esistenti, una del 1940 se non erro e una legge Urbani del precedente governo che proibisce la riproduzione di opere d’arte di proprietà dei musei italiani. La precedente legislazione _non concedeva deroghe_ neanche per scopi non profit.

    La nuova legge, in realtà, alleggerisce la limitazione permettendo per l’appunto la riproduzione “degradata”. Nonostante il termine italiano appaia peggiorativo, “degradato” vuol dire semplicemente che dal documento riprodotto non devono essere possibili usi commerciali (come ad esempio stampe su cartoline o su libri). Ad esempio, la risoluzione normalmente usata sul web (p.es. da Wikipedia) è già probabilmente sufficientemente “degradata” per ricadere nella legge, senza però compromettere l’utilità della riproduzione. Niente a che vedere con qualche blog esagerato che ha visualizzato ipotetiche Gioconde a 10×20 pixel o Ultime Cene riprodotte in bianco e nero con dithering.

    Si veda http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/diritti-web/autore-non-profit/autore-non-profit.html

    In ogni caso, la definizione quantitativa di quel “degradato” verrà stabilita per decreto successivamente, per cui eventualmente se ne potrà discutere appena avremo le informazioni più dettagliate.

    PS E’ naturale avere sfiducia della classe politica vista la situazione, ma non credo sia il caso di mettersi a gridare senza neanche aver letto la legge in oggetto, come penso molti (non tutti, ovviamente) di quanti hanno espresso opinoni a riguardo hanno fatto.

  2. ti ringrazio per le delucidazioni, come vedi non ho apposta espresso giudizi al riguardo, visto che non me ne intendo per nulla; l’intento è appunto quello di dare visibilità a questa notizia che, nel bene e nel male, interessa un po’ tutti coloro che pubblicano online e che magari fanno uso di immagini inconsapevolmente.

    chiunque voglia aggiungere qualcosa alla discussione è bene accetto!

    p.s.: data l’importanza, ho aggiunto anche l’articolo da te citato, così da renderlo maggiormente visibile.

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