DNG or not DNG, questo è il problema!

dng file formatCon l’uscita di numerosi modelli di DSLR, le case produttrici hanno rilasciato altrettanti formati di immagine chiamati RAW, che contengono tutte le informazioni accessorie di ogni singolo scatto, insieme all’immagine in sé non compressa. Questi formati hanno il vantaggio di permettere l’elaborazione non distruttiva delle immagini in modo tale da poter preservare questa specie di “negativo digitale” negli anni a venire, mantenendo inalterate le informazioni contenute.

Adobe ha pensato di mettere fine a questa babele introducendo il formato DNG, con l’intento di creare uno standard utilizzato sia dalle fotocamere che dai software di archiviazione ed editing. La parola d’ordine è: tra 75 anni i tuoi files saranno illeggibili. Ammappate che terrorismo psicologico! a voler ben guardare, pure i JPG tra tutto questo tempo saranno obsoleti.

I vantaggi che Adobe adduce al nuovo formato sono, a parte l’idea di standard, il fatto che è molto più parsimonioso di spazio occupato (visto che gli hd sono sempre più economici ma non gratis 🙂 ), permette l’interoperabilità futura tra diversi software, mantiene tutte le informazioni contenute nei file originali e, più importante per Adobe, è un loro prodotto!!

Per ciò che riguarda i “contro”, questo formato non è leggibile dai software proprietari, alcune informazioni come il WB della Nikon D2X sono criptate, in modo tale da legare il cliente al software originale. Inoltre, chi ce lo dice che una volta barattate le nostre immagini per un formato come DNG, questo non venga mollato alle ortiche? Adobe? in fondo la storia informatica è piena di problematiche legate ai nuovi standard…

A parte tutto: l’idea in sé è ottima, già la comunità internazionale ha sottolineato come sarebbe necessario un unico formato standard, ma la domanda sorge spontanea: DNG è la risposta?

Se avete come me un po’ di confusione in testa, vi consiglio di farvi un giro qui. Trovate un ottimo sito organizzato a FAQ che ha come risposte citazioni di sviluppatori ed esperti del settore che permettono di farsi un’idea migliore su questo formato. Interessanti le ipotesi di workflow basato su diverse soluzioni di backup con file nativi e DNG.

Io per il momento rimarrò con i miei cari NEF, voi cosa farete?

20 risposte a “DNG or not DNG, questo è il problema!”

  1. siamo sempre al solito problema: ci sono mille standard e ognuno utilizza la sua versione modificata. Mi viene da pensare al blue ray Vs Hd dvd, ai DVD + Vs DVD -, al sistema di trasmissione DVB-h Vs DMB…insomma adobe potrà fare anche terrorismo psicologico ma credo che anche questo standard rimarrà come gli altri uno tra mille….

    Pensato solo al jpeg 2000 , la qualità è ottima, decine e decine di volte meglio del jpg ma nessuno ha mai puntato su di esso…MAH!

  2. Be’, c’è una grande differenza tra JPG/DNG e NEF/altri RAW: i primi due non solo sono supportati, ma sono anche documentati. Se tra cinquant’anni uno trovasse dei vecchi file JPG o DNG (*) e questi due standard fossero obsoleti, anche se non esistesse più alcun programma in grado di leggerli, potrebbe comunque andare su qualche archivio e prendere i sorgenti di un lettore JPG o DNG e tirarci fuori un convertitore (alla peggio, ci sarebbe comunque la documentazione relativa). Tra cinquant’anni, in teoria, Nikon potrebbe non esistere più e potrebbe essere sparita senza rilasciare in pubblico alcuna documentazione sul suo formato, e a quel punto saresti fregato. Per quanto riguarda la decodificabilità a lungo termine, quindi, DNG è un passo avanti rispetto a RAW. Se leggi tutte le opinioni scambiate a suo tempo sulle mailing list del citato OpenRAW, tuttavia, vedrai che molti non sono soddisfatti. Infatti, DNG non è in grado di “travasare” nel suo formato proprio _tutto_ quello che sta in un RAW; il whitebalance degli ultimi NEF è un esempio, ma esistono anche altre informazioni sepolte nei RAW che semplicemente non si sa a cosa servano e quindi vengono ignorate. Ora il punto è se queste informazioni abbiano un senso o no ai fini di archiviazione (il WhiteBalance ovviamente ce l’ha, però se uno segue un workflow per cui fa una conversione immediata in DNG e poi lo riaggiusta a mano, ecco che il DNG comunque non perde questo settaggio).

    Personalmente penso come in molti in OpenRAW, che la vera soluzione è chiedere a gran voce alle case produttrici di rilasciare la documentazione dei propri formati, anche se le speranze che lo facciano davvero sono scarse. Quello che può fare la comunità è seguire l’esempio di Dave Coffin ed altri e produrre documentazione tramite reverse-engineering e programmi opensource funzionanti (e io do’ il mio piccolo contributo in questo senso.). Traparentesi, proprio perché ho il mio software opensource in grado di decodificare almeno i file delle mie macchine fotografiche, io non converto niente in DNG e mi tengo il NEF 🙂

    (*) Juergen Specht, il fondatore di OpenRAW, faceva sempre questo esempio: voi oggi potete trovare in solaio delle vecchie foto dei vostri nonni e, pur se magari molto danneggiate, potete ancora tirarci fuori qualcosa. Il formato digitale può garantire una durata pressoché eterna del dato in sè, ma per assurdo non essere decodificabile. Lasciando perdere i nonni, che possono essere o no importanti, pensate ai grandi artisti: recentemente sono venuti fuori inediti di Robert Capa o Henry Cartier-Bresson, i loro omologhi del XXI secolo lasceranno dei DVD: e se nel prossimo secolo qualcuno li trovasse e non potesse decodificarl? O se non potesse decodificare i setting di sviluppo come il WhiteBalance, e non potesse quindi capire che stile usavano? Tenete presente che il DNG non risolve questo problema di disponibilità “storica”, perché non è scontato che tutti lo usino; in altre parole il Capa del XXI secolo potrebbe usare NEF per motivi suoi, anche irrazionali, e lasciare così aperto il problema della decodifica.

  3. Approfitto per aggiungere una cosa (scusate la lunghezza, ma questo tema è la mia principale attività nel mondo opensource 🙂 . Per aiutare gli sviluppatori open a documentare e sviluppare software, c’è bisogno di file di test, anche perché i costruttori tendono a apportare sempre piccole modifiche ai formati (per cui, che so, i NEF di una D70s possono avere piccole differenze da quelli della D70). Con Google si possono cercare esempi di file che qualcuno ha pubblicato su un sito, ma 1) generalmente non sono redistribuibili e 2) non è garantito che il pubblicatore tenga il sito per sempre. Perciò è necessario avere repository open costruiti ad hoc. Un membro di OpenRAW a suo tempo aprì il “http://www.glasslantern.com/RAWpository/” (http://www.glasslantern.com/RAWpository), ma non so oggi in che stato sia, anche perché è ospitato dal sito di un’azienda che è stata chiusa. Io, con altri appassionati, ho recentemente aperto un’iniziativa simile (https://imaging.dev.java.net/TestSetRepository.html) e invito chiunque a contribuire.

  4. grazie mille della tua esperienza fabrizio. Per quanto riguarda la diffusione dei file di tests ti assicuro che il problema ben lunge dal mondo opensource. Mi sono trovato a sviluppare un applicativo C di un generatore DAB e ti assicuro che trovare della documentazione valida e dei file di test è risultato quasi impossibile.Sorvoliamo sullo standard scritto in aramaico antico…ma almeno dei file di test pensavo fossero reperibili …ed invece!
    Vabbeh questa è solo la mia piccola esperienza che esula dal campo fotografico e opensource ma era x farti capire che in generale servirebbero delle documentazioni migliori.

    Buona giornata

  5. Come dice benissimo Fabrizio, ci sono enormi differenze tra il discorso HD-DVD/Blu-Ray (e simili “antagonismi) e il discorso RAW/DNG. Ma in ogni caso i formati proprietari non raggiungono quasi MAI lo status di standard. Quei pochi che lo sono diventati (ad esempio il VHS) lo devono a congiunture particolari, difficilmente prevedibili a tavolino, e da qui nasce la difficoltà per le aziende di “azzeccare” il formato che dominerà (commercialmente) il mondo.
    L’importante tuttavia è che i formati, per quanto proprietari, siano quanto più “open” possibili (sembra una contraddizione in termini, ma non lo è… ). Questo permette lo studio e la creazione da parte di TUTTI, di tool compatibili con questi formati, anche -teoricamente- a distanza di secoli.
    Ad ogni modo il “negativo digitale” è ancora un formato relativamente nuovo, e non di grandissima massa (anche tra chi possiede una reflex digitale, o una compatta raw-enabled, non tutti scattano in raw) per cui ci vorrà parecchio tempo per dirimere la questione.
    Io per ora mi tengo il NEF, anche perché comunque per convertire in DNG ci sarà sempre tempo…

  6. @fabrizio: avevo letto che DNG permettesse di salvare qualunque dato exif, almeno per quanto riguarda NEF, nonostante non fosse in grado di decriptare alcune informazioni; non pensavo ci fossero dei dati abbandonati… di sicuro capisco il discorso di poter utilizzare software con codice sorgente che permetta quindi “l’ereditarietà” della lettura in futuro di formati che non saranno più leggibili fra 50 anni.

    Di sicuro però non penso che non saremo in grado di leggere i nostri NEF entro 10-15 anni. Credo che questo sia un tempo infinito per l’informatica, basti pensare che in questo lasso di tempo abbiamo visto nascere tante di quelle tecnologie e idee che possiamo immaginare che in altrettanto tempo magari l’idea stessa del raw come lo intendiamo oggi non esisterà neppure più!
    In ogni caso, i formati RAW oggi sono una realtà consolidata e non credo che avremo grossi problemi rapidamente. In questo modo magari ci verrà fornito nei prossimi anni un formato compatibile al 120% con le nostre fotocamere e soprattutto opensource.

  7. Mi chiedo però se non è possibile utilizzare al posto di nuovi formati, formati già esistenti. Mi spiego: PhaseOne utilizza per i suoi dorsi digitali dei RAW “integrati” in file Tiff. Non so esattamente come funzionino però se aperti con un programma normale hai un’immagine sottodimensionata (382×254 per l’H5 che genera immagini da 3.056 x 2.032) e una pagina nera (immagino questa contenga i dati dello scatto). Ovviamente come avete già pensato tutti questo file contiene dati criptati leggibili solo da CaptureOne(il soft RAW di PhaseOne) ma se questi dati fossero aperti non sarebbe possibile utilizzare il TIFF come standard per il RAW?

  8. @BeagleBoys: se un normale programma non li apre, non sono veri TIFF. Anche i NEF infatti contengono una piccola immagine che serve da “thumbnail” che possono vedere (quasi) tutti i programmi. Mi sembra che questo formato TIF di PhaseOne non sia altro che un RAW proprietario con il nome di un formato “conosciuto”.

  9. @sciamano Purtroppo mi mancano le competenze tecniche per dare una spiegazione con un senso ma credo proprio che sia un normalissimo tiff: stavo guardando con photoshop che riconosce il file come un tiff e riconosce anche la presenza di un file dalle dimensioni originarie ma visualizza solo il thumb. ora non so se photoshop basa questa cosa sui dati EXIF(sicuramente questa info è presente anche nei dati exif) o sul fatto che nel file trova un immagine di quelle dimensioni che non può aprire perchè criptata. Ora anteprima (il programma di OsX) vede il file come singola pagina e solo il thumb ma quando due anni fa lavoravo in studio ricordo che anteprima vedeva questi file come un Tiff di due pagine (una nera e l’altra con l’immagine) e la risoluzione era piena, credo però che quei file fossero stati creati con una vecchia versione di CaptureOne.
    PS: l’anteprima di OsX 10.4 non apriva i RAW

  10. @Beagle: il formato TIF è “in mano” ad Adobe. Se Photoshop (che è prodotto dalla stessa Adobe) non è in grado di aprire i TIF di PhaseOne è perché evidentemente questi ultimi non sono aderenti (per lo meno non completamente) alle specifiche TIF. Non so se siano criptati o altro, ma qualcosa di diverso (=proprietario di PhaseOne) ci deve essere, perché mi parrebbe molto strano che un programma di Adobe non riuscisse ad aprire un file “codificato” dalla stessa compagnia…

  11. Si ok ma quello che intendevo è che se è possibile mettere un RAW “criptato” in un TIFF non è possibile infilarci anche un RAW non criptato e aperto a tutti??

    ps. mi dicono che i RAW di CaptureOne sono criptati in modo che li possa aprire solo il programma con il numero di serie che lo ha creato(un licenza di CO vale per 3 macchine) quindi penso che la loro sia una forma di protezione del fotografo: se qualcuno si approria dei RAW non ci fa nulla…

  12. Beagle, il problema è che bisogna vedere se ‘sti TIF sono veramente dei TIF oppure sono altri files completamente diversi dai TIF, solo con estensione TIF. Non so se mi spiego 🙂
    Se io rinomino i miei NEF con estensione TIF, sempre NEF rimangono, visto che poi li devo aprire con Nikon Capture…

  13. Scusate, ma mi ero perso gli ultimi interventi

    @drMauro: DNG permette di embeddare tutto il makernote originale e anche tutta l’immagine originale così com’è nel file. Da questo punto di vista non perdi niente, ma è come tenere la NEF originale insieme al DNG nuovo e quindi, per leggere i campi “non decodificati” devi comunque leggere un formato NEF.

    Sul non avere grossi problemi “in tempi brevi” non sono molto convinto: se non erro Canon ha già droppato il supporto nei suoi prodotti per le digitali di prima generazione. STiamo parlando di roba di 5/6 anni fa.

    @BeagleBoys: DNG non è altro che un TIFF + una serie di tag specifici e alcuni nuovi modi di codificare il raster. La maggior parte dei formati RAW proprietari (escluso il CRW, che però è stato soppiantato dal CR2) sono di fatto dei TIFF con estensioni proprietarie. Per questo a volte li puoi aprire e ti fanno vedere una thumb (il TIFF è vecchiotto, ma mica male: ti permette di specificare che l’immagine primaria è una thumb – ma anche una copia JPEG a piena grandezza dell’originale, come fanno certi NEF – ma con un tag di dice che non è l’immagine reale, in questo modo molti applicativi possono aprire i RAW – però siamo sempre lì, la JPEG embedded è pre-sviluppata dalla fotocamera, se vuoi fare qualche ritocco devi comunque aprirti la parte RAW.

    Non è che avresti la possibiltà di condividere uno di quei TIFF di PageOne? Mi piacerebbe dargli un’occhiata 🙂 Se ci sono crittografie dentro e c’è il rischio di pregiudicare la sicurezza di qualcuno, lascia perdere.

  14. ritiro quanto detto sui raw di CO. sono apribili da qualsiasi copia di CaptureOne. In più loro stessi sul forum dicono di aver rilasciato le specifiche ad Apple per osx10.5 aperture1.5 e 2.0 . così come ad adobe che difatti supporta il formato con lightroom e Camera RAW. Però solo in teoria… infatti tutti i tentativi fatti da me per convincere photoshop a trattare tali tiff come raw non hanno funzionato… però secondo adobe li legge…

  15. no ma la ia versione lo legge… anche perchè i RAW che io sono dell’H5 che ha la bellezza di 5 anni… già CS1 li leggeva quei file…

  16. alla faccia della paranoia….leggiamo lingue morte da migliaia di anni e secondo voi tra 75 anni non ci saranno lettori per i vostri nef , dng o cr2….

  17. scusa ma tu hai ancora i floppy disk da 5″1/4? no perché io di lettori non ne ho più visti in giro 🙂

    a parte gli scherzi, tra 25 – 50 – 75 anni probabilmente il nostro modo di fruire la multimedialità sarà completamente diverso; penso che adobe spinga su dng perché questo vorrebbe dire spingere anche sul proprio marchio, non c’è nessuna necessità immediata di passare ad un formato che non sia quello proprietario delle nostre fotocamere. La scelta più equilibrata è quella di aspettare e vedere anno per anno qual è l’orientamento generale. E’ successo per il jpeg2000 (praticamente un “dialetto”) e vedremo che succederà forse anche per HDphoto (il formato di MS, quindi una bella incognita).

    Per ora mi tengo i miei 25000 NEF e va bene così :).

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