Basta rumore!

Uno dei grandi vantaggi delle fotocamere digitali rispetto a quelle a pellicola, è la possibilità di scattare in qualsiasi condizione di luce.
In condizioni di scarsa luce, nella fotografia tradizionale è infatti necessario utilizzare una pellicola più sensibile, il che comporta il cambio del rullino già installato in macchina, con possibile spreco di parte di essa, oppure il possesso di un secondo corpo macchina munito di pellicola ad alti ISO.
In fotografia digitale invece è possibile aumentare selettivamente la sensibilità ISO del sensore, simulando in un certo qual senso la presenza di un rullino maggiormente sensibile alla luce. Tuttavia ciò non avviene senza un costo: se in fotografia tradizionale la maggiore sensibilità della pellicola si traduce, al momento della stampa, in una immagine più sgranata e meno definita, una conseguenza simile accade anche in fotografia digitale, in quanto l’aumento della sensibilità ISO del sensore introduce un “rumore” digitale nell’immagine.
Sebbene i fabbricanti ricerchino costantemente il miglioramento di questi difetti, il rumore digitale rimane una costante delle fotografie scattate in condizioni di scarsa luminosità ad alte sensibilità ISO.
E’ per questo che esistono software di riduzione del rumore, tra i quali spicca Neat Image.Questo programma è disponibile in versione stand-alone o come plugin per Photoshop per le piattaforme Windows, mentre per Mac è acquistabile come plugin per Photoshop o per Aperture. Per entrambe le piattaforme sono disponibili versioni Home o Pro, con caratteristiche e costi differenti, e adatti a tutte le tasche. Per un utilizzo casalingo infatti, la versione Home è più che sufficiente e il suo prezzo, decisamente abbordabile, è di soli 24,90 Euro (per Windows) e 28,90 Euro (per Mac).
Prima di acquistarlo potete comunque scaricare una versione demo gratuita, che vi permetterà di apprezzare le caratteristiche del programma, e per gli utilizzatori di linux, di testarlo con Wine.

Ma vediamo nel dettaglio come funziona Neat Image.
Innanzitutto la finestra è divisa in due parti. La parte sinistra, più ampia, è la zona dove verrà aperta e visualizzata la fotografia da correggere. La parte destra, più piccola, è caratterizzata da una zona grigia verticale dove compariranno le varie opzioni del programma, e che saranno differenti a seconda se avrete impostato lo Standard o l’Advanced Mode nel menu Tools. Ovviamente nello Standard Mode i comandi saranno molto più semplificati, mentre l’Advanced Mode permette un controllo più accurato delle modifiche da apportare all’immagine.

Apriamo ora una fotografia, cliccando sul bottone ‘Open input image’ oppure selezionando la medesima voce dal menu ‘file’. In questa schermata potremo vedere sulla destra le caratteristiche dell’immagine, estratte dai dati EXIF della stessa (se presenti), e modificare i valori di luminosità, contrasto e gamma, cliccando sul bottone a forma di sole metà bianco e metà nero.

NeatImage schermata 1

Passiamo ora al tab “Device Noise Profile”, dedicato all’analisi del rumore dell’immagine. Neat Image può infatti analizzare le singole immagini e creare un profilo di riduzione del rumore adatto a ciascuna di esse. La qualità del risultato in questo caso può dipendere da vari fattori, tra cui la presenza o meno di aree omogenee nell’immagine (come ad esempio il cielo, nell’immagine che abbiamo aperto) che il programma utilizza come “campione” del rumore da correggere.
In alternativa, è possibile scaricare dal sito del produttore, i profili corrispondenti al rumore prodotto da un numeroso elenco di macchine fotografiche. Se la vostra è tra queste, una volta scaricato e installato il profilo, il lavoro del programma sarà facilitato in quanto conoscerà in anticipo come reagisce il sensore della vostra macchina aumentandone la sensibilità, e non dovrà analizzare ogni immagine.

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Come vedete dal riquadro ‘Device Noise Profile’, non abbiamo installato il profilo della nostra fotocamera, perciò procederemo ad analizzare l’immagine. Clicchiamo sul bottone ‘Auto-profile’ e il programma selezionerà una porzione dell’immagine e la analizzerà per creare il profilo del rumore di questa immagine.

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Come vedete, il riquadro “Device Noise Profile” è ora popolato di informazioni e (se avete selezionato l’Advanced Mode) anche di una sorta di “equalizzatore”, che potremo sfruttare per una sintonia-fine del programma, quando ne avremo capito perfettamente il funzionamento ed avremo preso dimestichezza con esso.
Passiamo ora al terzo tab: “Noise Filter Settings”, dove il primo consiglio che vi dò è quello di aumentare la dimensione dell’immagine al 100% in quanto solo così potrete valutare la qualità del lavoro del programma sulla vostra fotografia.
Dopodiché nel riquadro a destra avremo un menu a tendina dove poter selezionare uno dei ‘preset’ disponibili. Per semplicità scegliamo quello di default, ma una volta che avrete preso confidenza col programma imparerete a scegliere quello più adatto. Anche in questo caso, le regolazioni disponibili sono differenti a seconda del modo impostato (Standard o Advanced).
Clicchiamo ora sul bottone “Preview” e un quadrato al centro dell’immagine verrà preso come porzione campione sulla quale eseguire le modifiche selezionate. Il riquadro può essere spostato in qualsiasi parte dell’immagine per verificare come il programma reagisce nelle varie zone della fotografia. Inoltre cliccando (e tenendo premuto) col tasto sinistro del mouse sopra il riquadro, potete valutare rapidamente la differenza rispetto all’originale.

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Come potete già vedere da quest’immagine, ingrandendo al 100% si nota che il cielo non è uniformemente azzurro, ma si presenta come macchiato da innumerevoli puntini di colore diverso (in questo caso tendente al rosso): questo effetto sgranamento è il rumore ISO, che se a prima vista (specialmente se non osserviamo l’immagine al 100% della sua dimensione) può passare inosservato, una volta stampata l’immagine, diventa fortemente visibile e fastidioso, rovinando completamente una stampa soprattutto se in grande formato, dove i difetti vengono amplificati dalla dimensione.
Sempre da quest’immagine potete notare il riquadro di preview, dove il rumore è stato fortemente ridotto, per non dire totalmente annullato.
Se i settaggi sono di nostro gradimento, e l’anteprima del risultato ci soddisfa, passiamo al quarto tab (Output Image) e clicchiamo sul bottone “Apply”.
Dopo qualche secondo, comparirà l’immagine completamente ritoccata, che potrete valutare prima di salvare (anche in questa schermata infatti, cliccando sull’immagine e tenendo premuto, possiamo visualizzare l’immagine originale, e valutare la differenza). Nell’immagine che segue ho unito i due fotogrammi in modo che la parte sinistra della fotografia sia mostri l’originale, mentre la parte destra mostri l’immagine ritoccata.

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Se il risultato è di nostro gradimento non dobbiamo far altro che salvare cliccando sul bottone apposito, e il gioco è fatto!

Qui di seguito troverete una serie di immagini di test, nelle quali ho cercato di evidenziare i risultati ottenibili con questo strumento, ma vi invito a scaricare la versione di prova di Neat Image ed a testare i risultati sulle vostre fotografie, per avere un’esperienza diretta che sicuramente avrà un impatto ben maggiore di questa recensione.

Foto di test scattate con fotocamera compatta Nikon Coolpix 7600

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Foto di test, scattate con fotocamera reflex Nikon D50:

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Come potete constatare, i risultati sono generalmente di ottimo livello e l’eliminazione del rumore digitale è quasi totale e indolore. Naturalmente tutto ha un prezzo, e non mi riferisco al costo del programma ma a quella perdita di dettaglio che in alcune circostanze questa tecnica di ritocco può portare con sé. Essa è specialmente osservabile in zone di dettaglio molto fine, come nella seconda foto scattata con la reflex: nella zona verde potete notare che i mattoni, ben delineati nell’originale, perdono dettaglio dopo l’eliminazione del rumore. Naturalmente il risultato è migliorabile agendo sui controlli avanzati, che ovviamente richiedono un certo grado di apprendimento del funzionamento intrinseco del programma, ben spiegato nelle pagine di help disponibili.

Come in tutte le cose, il buon senso la fa da padrone, e starà all’utente decidere il giusto compromesso tra pulizia e dettaglio che la sua immagine richiede. Ma provate a stampare la stessa foto in formato 20×30 o superiore, prima e dopo la pulizia con NeatImage, e sono sicuro che non abbandonerete più questo preziosissimo software.

Si ringrazia la ABSoft per la collaborazione.