Bibble 5 vede finalmente la luce

B5 LogoDopo tre anni abbondanti di sviluppo, BibbleLabs ha finalmente rilasciato la versione 5 del suo famoso programma di editing fotografico, la cui versione 4.9 era stata recensita tempo addietro da drMauro.

Anche questa versione funziona su tutte le principali piattaforme (Windows, Mac e Linux) ed esiste in due edizioni: Lite (per un utilizzo più amatoriale) e Pro (per gli esperti). Forse sarebbe meglio dire che esisterà in due edizioni, in quanto al momento l’unica disponibile è la Pro, mentre per la Lite bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo.

Chi ha acquistato Bibble4 dopo il 1° settembre 2006 ha diritto a una licenza gratuita per la versione 5, ovviamente nella stessa edizione acquistata della v4 (Pro o Lite, quando sarà disponibile. Nel frattempo tutti gli aventi diritto alla licenza della versione Lite potranno usare la versione Pro). E per tutti gli altri? Vale la pena acquistare la v5? Vediamo…

Tralasciamo di descrivere il programma per filo e per segno, visto che l’impostazione generale rimane quella della v4.  Questa scelta, seppur probabilmente non condivisa dal nostro drMauro, che nel suo articolo auspicava dei cambiamenti nell’interfaccia utente, è però giustificata dal fatto che in questo modo gli affezionati utenti di Bibble non dovranno imparare ad usare una nuova interfaccia, ma sarà loro sufficiente integrare le conoscenze acquisite con l’uso della versione precedente con i nuovi tool a disposizione.

Vediamo quindi con maggiore dettaglio i cambiamenti rispetto alla versione precedente. Innanzitutto il programma si porta in scia dei vari Lightroom e compagnia e acquisisce un colore scuro per la propria interfaccia. Viene quindi abbandonato il “grigio Windows” a cui viene preferita una tonalità più scura, più rilassante per gli occhi e che permette un migliore controllo dell’aspetto della fotografia da ritoccare.

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Per quanto riguarda la parte “Browser”, abbiamo ora a disposizione due possibilità: la funzione “FileSystem” che consente di navigare la struttura ad albero dei propri dischi, così com’era già nella versione 4, ma con l’aggiunta della tanto agognata possibilità di selezionare le directory preferite, per poterle richiamare più rapidamente; inoltre è ora attivabile la funzione “Library”, che creerà un database/catalogo delle foto presenti sul vostro computer, come già avviene per molti altri programmi di questo tipo. La scelta di un tipo o dell’altro è esclusivamente personale, e fondamentalmente dipende dal vostro modo di archiviare le fotografie. Se già disponete di una struttura ben organizzata, con una vostra divisione degli “album” fotografici, vi conviene sicuramente usare la prima opzione. Se invece siete di quelli che mettono tutte le loro foto un po’ dove capita, allora la modalità Library vi sarà probabilmente più congeniale per fare ordine.
Le due modalità convivono perfettamente, e possono essere utilizzate alternativamente oppure anche contemporaneamente. Nella modalità Library è possibile cercare fotografie all’interno dei vari cataloghi, tramite la ricerca di keywords, tags, valutazione della foto in stelline, metadata, dati di scatto e altri parametri.

Tra le funzioni di editing, un importantissimo passo avanti è stato fatto, grazie all’introduzione delle zone di modifica selettiva (“selective editing”), che mancavano nella versione precedente. E’ ora possibile applicare qualsiasi cambiamento a una singola porzione di immagine, creando differenti layer e modificandone una o più parti selezionabili con i vari tool di selezione.
Tutto ciò è gestito dagli strumenti presenti nella parte bassa dello schermo, subito al di sotto dell’immagine, dove sono presenti anche i consueti strumenti per il crop, il raddrizzamento dell’immagine, lo zoom, ecc.
Il sistema di selezione delle aree è probabilmente meno immediato di quello di altri software concorrenti (come i punti colore di Nikon Capture NX, per esempio) ma consente maggiore precisione ed è comunque rapido e piuttosto intuitivo.

Per quanto riguarda l’editing vero e proprio, i vari “aggiustamenti” sono ancora raggruppati nella colonna di destra del programma, divisa in 5 diversi tab.

Nel tab “Standard” sono presenti l’istogramma dell’immagine, gli aggiustamenti “base” ossia quelli del bilanciamento del bianco, dell’esposizione, delle alte luci, della luce di riempimento, del contrasto, della saturazione, della “vibrance”, della nitidezza ecc., così come una serie di “Preset” che consentono l’applicazione rapida di certe funzioni (“Recupero Alte Luci”, “Ombre più Profonde”, “Cross Processing”, “Bianco e Nero”, “Cieli più Blu”, sono alcuni esempi).

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Nel tab “Color” si possono applicare curve di tonalità, effettuare una correzione selettiva sui colori, e un controllo più accurato di quello presente al tab precedente per la modifica del bilanciamento dei colori, della saturazione e del bilanciamento del bianco, con una serie di “slider” più precisi e specifici.

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Nel terzo tab (“Tone”) vi è un solo strumento, dedicato all’esposizione, con i vari settaggli per le Alte Luci, la Luce di Riempimento e il contrasto.

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Il tab “Detail” è naturalmente occupato dai tool per il controllo della nitidezza, dal plugin Noise Ninja per l’eliminazione del rumore (presente sia in versione Standard che, per coloro che hanno una copia registrata di Noise Ninja, in versione “Registered”) e dal tool per il controllo della distorsione dell’immagine provocata dagli obiettivi. Vi è un vasto database di lenti già presente, tra le quali poter scegliere l’obiettivo usato per lo scatto, o in alternativa è possibile l’immissione di parametri di correzione in modo totalmente manuale. E’ poi possibile attenuare l’Aberrazione Cromatica tramite due slider, così come ridurre (o aumentare, a seconda dell’effetto preferito) la vignettatura.

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Il tab “Metadata” è naturalmente dedicato alla gestione dei metadati, dei dati di scatto e delle keywords;_tab5

mentre l’ultimo tab (“Plugins 1”) contiene due tool, uno per la trasformazione della foto in bianco e nero, con la possibilità di controlli molto avanzati e uno per invertire l’immagine (negativo). Vi è inoltre la possibilità di installare plugins di terze parti, alcuni dei quali già presenti sul sito di Bibble Labs.

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Bibble è particolarmente efficiente nel recupero delle Alte Luci, e ne vedete un esempio qui sotto, nella fotografia della bellissima città di Breslavia scelta come esempio, dove potete notare quante informazioni Bibble sia riuscito a recuperare nella zona sovraesposta delle nuvole (confrontate lo screenshot con l’immagine a inizio articolo).

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In questo screenshot potete anche vedere in azione il “Magnifier”, che consente di ingrandire la porzione di immagine sotto il cursore, utile per controllare alcuni dettagli senza dovere ingrandire tutta l’immagine.

Un altro punto di forza di Bibble 5 è la possibilità di lavorare le immagini scegliendo tra una lunga lista di spazi di lavoro (oltre ai consueti sRGB e AdobeRGB, ve ne sono alcuni meno popolari, come il ProPhoto, il Wide Gamut RGB ed altri), cosa che consente di scegliere volta per volta lo spazio di lavoro più adatto alla destinazione finale dell’immagine.

Altra caratteristica che rende Bibble 5 molto interessante è la sua velocità. Bibble Labs sostiene che il suo prodotto è il più veloce sul mercato e se questa sua maggiore velocità è addirittura eclatante su macchine multi-CPU (anche 88 volte più veloce del suo più performante concorrente), essa è comunque apprezzabile anche su PC datati come il mio vecchio P4 3GHz, dove effettivamente (dai miei test assolutamente non professionali) risulta una rapidità di circa il doppio rispetto a Capture NX.

Se avete letto fin qui vuol dire che siete interessati al RAW editing, quindi penso che non sia necessario spiegare l’importanza dello scattare in formato RAW rispetto agli altri formati. Tuttavia vi interesserà sapere che Bibble 5 supporta un innumerevole quantità di formati RAW (praticamente tutti, escluso, per il momento, il formato sRAW) compresi quelli delle fotocamere più recenti.

Come la precedente versione, Bibble 5 gira su tutti i principali sistemi operativi: Windows (da XP in su, compreso il recentissimo Windows 7),  Mac OS X (versione 10.4 o superiori) e Linux (dal sito il programma è scaricabile sia in formato .RPM per le distro RedHat-based, sia in formato .DEB per le Debian-based come Ubuntu).

Il costo è (purtroppo) aumentato rispetto alla v4, ed è ora di  $199.95 per la versione Pro (il prezzo della Lite, non essendo ancora disponibile, non è ancora stato reso noto). Vale la pena dunque di spendere circa 140 Euro per questo prodotto? O è meglio attendere la versione Lite? Beh, questo dovete deciderlo voi (scaricando la versione trial valida per 14 giorni di utilizzo) in base anche e soprattutto alle vostre esigenze. Ad esempio, dato che la licenza Pro (a differenza della Lite) non è legata a un singolo sistema operativo ma all’utente che l’acquista, se avete l’abitudine di utilizzare piattaforme diverse, potrebbe essere interessante poter installare e utilizzare Bibble 5 sia sul vostro Mac che sul portatile con Linux, o Windows (sempre se a utilizzare il programma è la persona titolare della licenza, naturalmente!)

Concludendo, Bibble 5 è un ottimo programma, che mantiene le promesse e che a mio parere vale il costo della licenza, specialmente quando utilizzata in ambienti operativi multipli. E’ rapido, preciso, sufficientemente semplice da usare (sul sito di Bibble Labs vi sono anche una serie di video esplicativi, oltre che il manuale d’utilizzo online), e permette un workflow lineare, ma soprattutto produce ottimi risultati.

Per finire, un po’ di links: