R-Strap: una cinghia rivoluzionaria

Diciamoci la verità: è bellissimo stare tutto il giorno in giro a scattare fotografie, ma che male al collo alla fine della giornata!
Specialmente se siamo dotati di corpi macchina pesanti e magari di qualche teleobiettivo luminoso, il nostro collo deve sopportare pesi dell’ordine dei cinque chilogrammi, una sollecitazione continua che a fine sessione si paga con una discreta quantità di dolore e contratture muscolari varie.
Certo, l’alternativa è usare la cinghia della fotocamera come una tracolla, con l’inconveniente di dover sempre tenere l’adorata macchina con una mano, per evitare che la cinghia scivoli e faccia cadere il nostro gioiellino, producendo migliaia di euro di danni. Inoltre, se dovete immortalare un momento fuggevole, portando la fotocamera in questo modo rischiate di perdere il momento magico…
Oggi però c’è un sistema migliore. Ideato dal fotografo Ron Henry, è pronto a rivoluzionare il nostro modo di portare la fotocamera.
Si chiama R-Strap, e si basa su un concetto tanto semplice quanto ingegnoso: si può tenere la fotocamera a tracolla, senza timore che cada in terra, e pronta a scattare in ogni momento.

Le R-Strap, distribuite in Italia da Ra.Ma. s.a.s., sono delle vere e proprie tracolle, munite di un attacco a vite che va inserito nella filettatura per il treppiede presente sotto la fotocamera (non temete, svitarla è questione di un secondo, quindi potrete continuare a usare il treppiede senza problemi).

Una volta indossata la tracolla, diagonalmente sul torso, la fotocamera si dispone a “testa in giù” all’altezza del fianco, e il suo peso non graverà più sul collo, bensì si distribuirà sulla spalla, sul petto e sulla schiena, rendendo il tutto molto più leggero e sopportabile.
La fotocamera è sempre a portata di mano, e grazie al suo attacco scorrevole sulla cinghia, è sempre pronta a scattare. Basterà infatti portare il mirino della fotocamera all’occhio, e l’attacco scorrerà lungo la cinghia, senza creare alcun intralcio.

E’ sicuramente più difficile spiegarlo che farlo! Ecco quindi un bel video illustrativo (è in inglese, ma quello che conta sono le immagini) che vale più di mille parole:

Tutto chiaro? Facilissimo, no?
Di R-Strap ne esistono vari tipi, che vanno dalla RS-4 (la più basica del gruppo) alla RS DR-1 (che permette di portare due fotocamere, e che descriveremo nel dettaglio tra breve) passando per la RS-W1, creata appositamente per le donne e curvata in modo tale da non premere sul seno.

Grazie alla disponibilità della Ra.Ma. s.a.s., abbiamo potuto testare il modello di punta delle R-Strap, ossia l’RS DR1. Esso è costituito fondamentalmente da due cinghie R-Strap, unite sul davanti e dietro la schiena da due raccordi, a formare un’imbragatura, o se volete, un gilet, che permette di portare con sé due fotocamere e, come per tutte le R-Strap, averle sempre disponibili per scattare.

Se avete mai avuto l’occasione di andare in giro con due corpi macchina, saprete benissimo che è impossibile usare entrambe le fotocamere indistintamente. Solitamente una delle due la si porta al collo, mentre l’altra la si tiene a tracolla, e non è per nulla comodo passare da un corpo macchina all’altro. Per non parlare del peso non indifferente che grava sul collo e sulla spalla!
Con la RS DR-1 si risolvono tutti questi problemi: il peso delle due fotocamere si distribuisce ottimamente sulle spalle, sul petto e sulla schiena dando una sensazione di leggerezza mai provata prima. Le due fotocamere stanno comodamente e saldamente all’altezza dei fianchi, cosa che vi permette di avere entrambe le mani libere, per portare un treppiede o per consultare la guida turistica che avete con voi, o per qualsiasi altra cosa vogliate fare.
Passeggiare anche in luoghi affollati diventa molto più semplice, perché grazie ai due ‘stop’, potete posizionare le due fotocamere più indietro, all’altezza dei lombi, cosa che vi consente di essere più liberi e molto meno impacciati nel camminare tra la gente.
E, soprattutto, entrambe le fotocamere sono a disposizione immediata per il loro utilizzo. Basta afferrarne una e portarla al viso per essere pronti allo scatto!

Ma ancora, un video vale più di mille parole, per cui…

Un altro vantaggio della DR-1 è che è smontabile. Ciò permette, quando dovete portare con voi una sola fotocamera, di usare una delle due cinghie da cui è composta come R-Strap singola.

Dopo un mese di utilizzo posso dire che la R-Strap è veramente rivoluzionaria. A fine giornata non si ha più alcuna sensazione di fatica dovuta al peso dell’attrezzatura, e le sessioni fotografiche risultano decisamente meno stancanti e ben più piacevoli.
Inoltre il fatto che l’attacco si trovi sotto la fotocamera, e non più ai due lati come avviene quando si usa una tracolla tradizionale, consente di avere maggiore spazio di manovra durante le regolazioni della fotocamera, che risultano molto più fluide ed agevolate.

L’unico appunto che posso fare alla DR-1 è che quando si separano le due cinghie e se ne usa una sola, per chi è molto alto (e grosso) come me, essa risulta un po’ corta, anche quando estesa alla lunghezza massima. Questo non avviene con le cinghie singole (RS-4, RS-5, RS-7 ecc.) in quanto il sistema usato per allungarle è differente e consente una regolazione maggiore.

Il prezzo delle R-Strap va da un minimo di 59 Euro per la R-Strap RS-4 a un massimo di 139 Euro per la R-Strap RS-DR1. Vi assicuro che saranno i soldi meglio spesi della vostra vita e che la vostra schiena e il vostro collo vi ringrazieranno per l’eternità.
O in alternativa, fatevene portare una da Babbo Natale, e a quel punto sarete voi che dovrete ringraziarlo per l’eternità.


In breve:

R-Strap by Blackrapid
Distribuzione: Ra.Ma. s.a.s.
Prezzo: da 59 a 139 Euro

11 risposte a “R-Strap: una cinghia rivoluzionaria”

  1. Stavo pensando due cose sull’attacco a vite… E’ un po’ un problema per chi usa tenere le piastre con l’incastro a slitta per le teste dei treppiedi. Sulle macchine fotografiche tengo sempre montate due piastre Kirk Enterprises che poi si montano facilmente sulla testa del treppiede. Richiedono una chiave esagonale per il montaggio, ma in realtà ne porto sempre una dietro nella tasca della borsa del treppiede. Bisognerà solo perdere un paio di minuti per l’operazione. Traparentesi, mi ricordo che quando usavo teste della Manfrotto le relative piastre avevano un anello sotto. Peccato che la Kirk non le abbia copiate.

    Comunque il collo è già malandato assai, per cui credo che la R-Strap convenga decisamente.

  2. Sono sicuro che convenga.. Di fatto il peso viene distribuito in modo molto migliore e la fotocamera non pesa più sulle vertebre cervicali.

    Per quanto riguarda le piastre per i treppiedi, stanno pensando anche a questo. Hanno già prodotto un accessorio compatibile con le Manfrotto RC2, che è andato subito esaurito.

    Lo vedi qui: http://www.blackrapid.com/product/hardware/fr-t1/

    Penso quindi che, visto il successo, non tarderanno a seguire altri modelli.

  3. Ordinato e arrivato. Purtroppo nel weekend qui ha piovuto e non ho fatto prove sul campo. La sensazione, provando qualche minuto in casa, è comunque ottima. Traparentesi, ho notato che la piastra del 300mm, nonostante sia fatta per entrare nello specifico supporto a slitta della testa del treppiede, ha anche una filettatura dove la R-Strap si monta senza problemi. Se si vuole risparmiare il tempo di un’avvitatura e svitatura nel caso uno voglia montare in fretta il tutto su un treppiede o monopiede, è possibile ordinare delle piastre aggiuntive dal produttore della testina che si potrebbero tenere perennemente agganciate alla R-Strap… E’ solo questione di spendere soldi in più :-/

    Eccellente anche il fatto che con un teleobiettivo pesante la cinghia si agganci al tele, e non al corpo macchina, riducendo sensibilmente la sollecitazione meccanica sullo zoccolo dell’obiettivo.

  4. Purtroppo mi sa che nel weekend ha piovuto dappertutto. 🙁
    Comunque sì, qualsiasi attacco treppiede è utilizzabile per fissarvi la “vite” della R-Strap. Non l’ho scritto nella recensione, ma pensavo fosse sottinteso. 🙂
    Vedrai che rimarrai soddisfatto dell’acquisto. Che modello hai preso?

  5. Era sottinteso, ma non avevo mai fatto caso che la piastra del teleobiettivo avesse un foro filettato (per la cronaca, non è la piastra originale venduta con l’obiettivo, ma un pezzo custom di Kirk Enterprises).

    Ho preso quello doppio… Ero preso nel dubbio all’inizio sul fare economia (ho la Nikon D7000 nel mirino 🙂 ma usando spesso due corpi macchina ha più senso. Per ora l’ho splittato e provato per un quarto d’ora a tenere montata una sola macchina. Non so quando potrò provarlo sul campo… ho appena letto sul giornale che prevedono dieci giorni di pioggia!! 🙁

  6. Eh, novembre non è il mese più adatto per i test fotografici, purtroppo!
    Vedrai comunque che se usi due corpi macchina, il DR1 è fenomenale, sia per la distribuzione del peso, sia per la semplicità ed immediatezza di utilizzo delle due fotocamere.

  7. Provato finalmente sul campo (prima un po’ di volte in città, poi venerdì in un’escursione…) ed è veramente notevole! Niente mal di schiena o di collo il giorno dopo e la sensazione di “libertà” nell’avere le mani libere (per non tenere la macchina con il tele più pesante in modo da non sforzare la montatura, o per non fare sbattere le macchine tra di loro al collo).

  8. Ordinato e arrivato. Purtroppo nel weekend qui ha piovuto e non ho fatto prove sul campo. La sensazione, provando qualche minuto in casa, è comunque ottima. Traparentesi, ho notato che la piastra del 300mm, nonostante sia fatta per entrare nello specifico supporto a slitta della testa del treppiede, ha anche una filettatura dove la R-Strap si monta senza problemi. Se si vuole risparmiare il tempo di un’avvitatura e svitatura nel caso uno voglia montare in fretta il tutto su un treppiede o monopiede, è possibile ordinare delle piastre aggiuntive dal produttore della testina che si potrebbero tenere perennemente agganciate alla R-Strap… E’ solo questione di spendere soldi in più :-/
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